Politica

“Un veto su D’Urso in Rai? Quindi siccome non mi risulta lavori altrove vuol dire che io avrei messo un veto ovunque?”. Il racconto dei palinsesti

Non è una serata palinsesti, nel 2026 chiamarla così sarebbe obsoleta“, lo precisa a inizio serata Pier Silvio Berlusconi. L’editore di MFE incontra a Cologno Monzese quasi cento giornalisti: “Per il quarto anno consecutivo siamo davanti al competitor pubblico nell’intera giornata e, per la prima volta nella storia della televisione italiana, siamo davanti anche in prima serata. Non fa parte dei nostri obiettivi, noi competiamo con noi stessi ma è inevitabile osservare che, in un anno caratterizzato anche da Sanremo, dalle Olimpiadi e dai Mondiali di calcio, questi risultati testimoniano un’evoluzione della nostra offerta che, lasciatemelo dire, è almeno moderna”. Snocciola i numeri l’amministrare delegato, accenna alle strategie internazionali: “Forti perché unici, grandi perché europei”, conclude il suo discorso.

“IL FUTURO DI STRISCIA LA NOTIZIA? STIAMO FACENDO TUTTE LE VALUTAZIONI DEL CASO. SU BARBARA D’URSO NESSUN VETO IN RAI”

Berlusconi non non dribbla le questioni televisive èiù discusse. “Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi”, le parole di Berlusconi. Poche, precise, quasi nette. Dichiarazioni che avvicinano il tg satirico più allo stop definitivo che a un ritorno in onda. L’editore pone un freno anche alle voci su un presunto veto in Rai verso Barbara D’Urso, la conduttrice dopo una rottura burrascosa ha annunciato di aver fatto causa alla sua ex azienda: “Ma quale veto? Quindi siccome non mi risulta lavori altrove vuol dire che io avrei messo un veto a Prime, Netflix, Discovery, La7? Davvero pensate che io possa mettere veti alla Rai? Se avessi questo potere, secondo voi non l’avrei usato per far andare in porto l’operazione tra EI Towers e Rai Way? Con tutto il rispetto per Barbara D’Urso, alla quale auguro ogni bene, non è certo affar nostro decidere dove lavorerà”.


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