Molise

A Macchia d’Isernia la quarta edizione di ‘La Mia Terra La Mia Gente’, viaggio nella canzone napoletana | isNews

Il cantante lirico Marco Santoro porta in scena uno spettacolo sulla storia della melodia partenopea, accompagnato dal duo Aries e dall’attore Vincenzo Della Corte


MACCHIA D’ISERNIA. Torna a Macchia d’Isernia la quarta edizione della manifestazione ‘La Mia Terra La Mia Gente’, nata oltre quarant’anni fa da un’idea di Tito Santoro con le sue mostre fotografiche e oggi trasformata in evento musicale dal figlio Marco, cantante lirico. Dopo il successo de ‘La Traviata’ dello scorso anno, l’edizione di quest’anno propone uno spettacolo scritto da Marco Santoro sulla storia della canzone napoletana, dall’Ottocento a oggi, con incursioni anche in epoche precedenti.

Al centro del progetto c’è il legame profondo tra l’artista e il repertorio partenopeo, che Santoro ha portato con sé in ogni parte del mondo. A differenza della lirica, spiega, la canzone napoletana ha sempre incontrato il favore di ogni tipo di pubblico: le canzoni moderne passano, mentre quella classica napoletana, a suo dire, non morirà mai.

Quest’anno Santoro sarà l’unico cantante sul palco, accompagnato al pianoforte dal maestro Francesco Cipullo e al violino dal maestro Nicoletta Djugostran, che insieme formano il duo Aries, giovani musicisti con cui sono già in cantiere nuovi progetti. A raccontare la storia della canzone napoletana attraverso aneddoti e letteratura sarà l’attore napoletano Vincenzo Della Corte. Lo spettacolo, che ha già raccolto numerose richieste, dopo il debutto macchiarolo toccherà altri comuni del Molise come Larino e Miranda, con ulteriori tappe regionali in via di definizione e la prospettiva di trasferte all’estero a partire da fine anno.

Santoro, tra i primissimi ad aver portato l’Opera in Molise, osserva come nel tempo sia diminuita la diffidenza del pubblico verso una forma d’arte un tempo meno conosciuta. Oggi, complici anche i social, gli spettatori arrivano più informati e preparati ai concerti, pur avendo sempre partecipato con entusiasmo ai suoi recital. Un ulteriore contributo alla diffusione dell’Opera arriva, secondo l’artista, dai molti giovani cantanti molisani che oggi si esibiscono in tutto il mondo.


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