Lazio

Raccolta rifiuti “discriminata”

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Abitarearoma.it

Definire “discriminata” la raccolta dei rifiuti urbani potrebbe sembrare quanto meno strano o poco chiaro. In realtà, non è così lontano da ciò che di fatto spesso si verifica.

Premesso che il servizio in questione, di difficile gestione e non supportato dalla collaborazione dei cittadini, necessita di una sostanziale revisione organizzativa, per non aggravare la precaria condizione igienica di molte strade urbane e non solo. 

Senza entrare nei tecnicismi o nelle infinite diatribe inerenti alla costruzione o meno di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti e alle loro caratteristiche (il potenziamento di questi apparati è auspicabile anche in tempi ridotti), nell’immediato potrebbero essere adottati, con incisività e determinazione, alcune semplici misure volte a migliorare le prestazioni fornite alla cittadinanza.

In primo luogo, occorre sollecitare Roma Capitale a rinegoziare il Contratto di Servizio con AMA che regola i rapporti in materia, indicando le nuove e crescenti esigenze della collettività, adottando standard di qualità del servizio compatibili con la dignità e l’importanza di una delle principali Capitali del mondo.

Detti standard, fissati e condivisi nella Carta dei servizi (che annualmente viene sottoposta alla verifica degli stakeholder interessati) devono anche essere realizzati e, qualora ciò non si verificasse, il gestore del servizio sanzionato opportunamente. Sono disposizioni (Legge 244/2007, art 2. comma 461) da tempo in vigore ma poco rispettate.

Inoltre, particolare attenzione dovrebbe essere posta nella integrazione dei turni di servizio e dei mezzi, aggiornando le mappe catastali di riferimento sulle quali vengono distribuite tali risorse, per evitare che, come sovente accade, in caso di avaria di una macchina o per il salto turno di operatori addetti, non venga effettuata la raccolta dei rifiuti (“discriminata” appunto) in una parte del territorio mentre, a poche decine di metri, tale raccolta avviene regolarmente.

Ancora, il nostro Municipio, il V, come gli altri, potrebbero (dovrebbero) rivendicare la resa di standard minimi di servizio sull’intero perimetro dell’Area Metropolitana, da parte di AMA, fermo restando la possibilità di poter … fare di più, autonomamente, avendone la possibilità finanziarie e materiali.

Segnalando anche l’importanza della pulizia dei giardini pubblici e delle aree occupate dai giochi per i bambini, giova ribadire il ruolo dei Municipi come sensori dell’andamento delle attività, dirette ed indirette connesse alla raccolta dei rifiuti urbani e di formazione e informazione per una maggiore sensibilità dei cittadini verso la tutela e la salvaguardia del territorio per il benessere comune e la migliore qualità di vita dell’intera collettività.

In fondo, sono interventi di buon senso, praticamente a costo zero ma che, se messi a terra, recherebbero evidenti benefici e il consolidamento della cultura del rispetto delle persone e della civile convivenza.

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