denunciati un cugino, un’assicuratrice e un neurologo a Porto Recanati
PORTO RECANATI Aveva acceso polizze di investimento per circa un milione di euro, ma l’anziano all’epoca non era nelle piene capacità psichiche. Dopo la querela presentata dai parenti, i finanzieri hanno denunciato a piede libero tre persone: un parente dell’anziano, un’assicuratrice e un neurologo.
La vicenda
L’indagine è partita lo scorso anno quando alla Tenenza della Guardia di finanza di Porto Recanati si sono presentati quattro cugini dell’anziano che nel frattempo era deceduto. Gli eredi si erano accorti che in precedenza dal conto dell’anziano erano state eseguite operazioni sospette, non compatibili con le condizioni psichiche del loro parente e pertanto avevano formalizzato una querela affinché venisse accertato cosa fosse accaduto.
La querela ha così dato il la a una complessa indagine. Dopo i primi accertamenti, su richiesta dei finanzieri guidati dal tenente Fabrizio Cori Carlitto, la Procura ha emesso un decreto per consentire ai militari di acquisire ed esaminare numerosi atti e documenti. Non solo. Accanto agli accertamenti documentali, i finanzieri hanno sentito diverse persone, tra cui alcuni medici che nel tempo avevano avuto in cura l’anziano. Dalle indagini è quindi emerso che un cugino dell’anziano, d’accordo con la ex titolare di un’agenzia assicurativa dove l’anziano aveva acceso delle polizze di investimento per importi rilevanti, avrebbero abusato dello stato di prostrazione psichica della vittima privandolo della somma di circa 1 milione di euro.
Nell’indagine è finita anche una terza persona. Per poter investire il denaro era necessario produrre un certificato medico che attestasse le buone capacità di autonomia psichica e cognitiva dell’anziano. I finanzieri hanno trovato il certificato rilasciato da uno specialista in cui era anche attestato che l’anziano era capace di intendere e di decidere autonomamente le proprie scelte future.
L’esito
Gli accertamenti della Guardia di finanza si sono al momento concluse con la denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata di tre persone, tutte residenti in provincia, di cui due per il reato di circonvenzione di persone incapaci, una di queste anche per il reato di autoriciclaggio, e un’ulteriore persona, il medico, per il reato di falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
«L’azione di servizio eseguita in stretta sinergia con l’autorità giudiziaria – sottolinea la Guardia di finanza -, testimonia il costante impegno profuso dal Corpo, quale presidio di legalità e di sicurezza economico-finanziaria, al servizio dei cittadini onesti e delle persone più bisognose».




