Scienza e tecnologia

con il PlayStation Store ha creato un monopolio?

Oltre alle polemiche legate all’abbandono dei giochi fisici, Sony si trova a fronteggiare accuse in tre continenti secondo cui il suo PlayStation Store costituirebbe un monopolio illegale che gonfia i prezzi dei prodotti.

La nuova class action si è aperta nei Paesi Bassi, dove la fondazione per la tutela dei consumatori Stichting Massaschade & Consument ha tenuto la sua prima udienza presso il Tribunale distrettuale di Midden-Nederland. La fondazione chiede un risarcimento di oltre 400 milioni di euro per circa 1.7 milioni di giocatori olandesi e, soprattutto, un’ordinanza del tribunale che obblighi Sony a consentire l’accesso a negozi digitali concorrenti sulle console PlayStation. Secondo la fondazione, i giocatori olandesi pagano in media il 47% in più per un gioco digitale rispetto allo stesso titolo su disco, una differenza che attribuisce alla commissione del 30% di Sony e all’assenza di store concorrenti.

“Non contestiamo di per sé la vittoria di Sony nel settore competitivo del mercato delle console”, ha dichiarato Lucia Melcherts, presidente della fondazione. “Ciò che conta è che Sony sfrutta questa posizione dominante per escludere tutti gli altri rivenditori. Una volta entrati nell’ecosistema digitale di Sony, si è alla mercé di qualsiasi prezzo e condizione Sony stabilisca, ora e in futuro.” Il tribunale olandese impiegherà diversi mesi per pronunciarsi sull’ammissibilità del caso prima di esaminarne il merito.

Il caso nel Regno Unito

Un caso ancor più rilevante si sta svolgendo nel Regno Unito, dove la class action da 1.97 miliardi di sterline”PlayStation You Owe Us” è stata discussa presso il Competition Appeal Tribunal di Londra. Promossa dall’associazione a tutela dei consumatori Alex Neill per conto di circa 12.2 milioni di utenti PlayStation nel Regno Unito, la causa sostiene che Sony abbia abusato della sua posizione dominante imponendo l’acquisto esclusivo di tutti i giochi e contenuti aggiuntivi digitali tramite il PlayStation Store, gonfiando i prezzi di circa il 20% rispetto alle copie fisiche.

La difesa di Sony

In sua difesa, Sony sostiene di aver investito anni e miliardi nella costruzione di una piattaforma integrata, che Nintendo e Microsoft gestiscono negozi digitali chiusi identici e che le cause legali di fatto pretendono che terze parti possano usufruire gratuitamente dell’infrastruttura di Sony. I suoi avvocati, inoltre, sostengono che i margini sulle vendite digitali non siano eccessivi una volta presi in considerazione i costi e il valore della piattaforma.


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