Angela Cotterle: “A X Factor porto Trieste. E non chiederò mai il permesso di essere me stessa”
1 luglio 2026 – ore 18:30 – Dal teatro ai musical, dagli studi universitari in Lettere fino alle esibizioni da busker nelle vie del centro. Ora, per Angela Cotterle, cantautrice triestina classe 2000, si aprono le porte di X Factor 2026, traguardo inseguito negli anni e finalmente raggiunto. A Trieste News racconta l’emozione della selezione, il forte legame con la sua città, il percorso che l’ha portata fino al talent, la musica che scrive e il messaggio che vorrebbe lasciare ai giovani che inseguono un sogno. “Credo di essere ancora in un sogno, non mi sembra vero”, racconta Angela parlando della partecipazione a X Factor. “Ci ho provato altre volte in passato e quando però si realizza è veramente un sogno a occhi aperti. Sono veramente contentissima, incredula”. La telefonata che le ha cambiato l’estate è arrivata “a fine giugno”. Tra le cose che più desidera portare sul palco del talent c’è la sua identità triestina. “Sono molto legata a Trieste e sono orgogliosa di essere triestina, tanto che io parlo in dialetto a casa, tutta la mia famiglia lo parla e, nonostante io abbia fatto Lettere, quindi abbia avuto l’opportunità di sviluppare anche una conoscenza dell’italiano corretto, ho proprio deciso di non abbandonare il dialetto a casa mia. Non solo dal punto di vista linguistico, che cerco di portare avanti, ma proprio anche perché sono grata di essere nata qui”.
Secondo la cantautrice, chi vive a Trieste spesso non si rende conto del valore della città. “Secondo me, chi è nato a Trieste magari lo dà per scontato, a volte non si rende nemmeno conto della fortuna che ha. Io ho conosciuto persone, anche in questa occasione, che magari vengono da Milano o da altre città e tutti, quando dico che vengo da Trieste, mi rispondono: ‘Che bella Trieste’. Chi c’è stato dice che ci tornerebbe subito e chi non c’è mai stato dice che ci vuole venire. Sentire questa roba mi riempie il cuore. Non sapevo che Trieste fosse così acclamata dal punto di vista nazionale”. Per il momento le sue canzoni sono tutte in italiano, ma qualcosa potrebbe cambiare. “Fino adesso ho cantato sempre in italiano, ma mai dire mai. Mi era proprio balenata l’idea, vedendo la felicità di tutti i triestini nei miei confronti, di dedicare una canzone a Trieste perché veramente mi ha riempito il cuore, soprattutto in questi giorni”. Parlando della sua musica, Angela spiega che il suo è un pop che nasce tanto dalle esperienze personali quanto dall’osservazione della realtà. “Io faccio pop. Nelle mie canzoni parlo di un sacco di cose. Parlo di storie mie personali, quindi cose intime e private, e poi parlo anche di cose che mi colpiscono, magari piccoli avvenimenti della vita quotidiana da cui costruisco una storia. Parlo anche di sofferenza. Alla fine le canzoni migliori vengono fuori quando sei triste. Ho scritto una canzone durante il periodo del Covid cercando di accomunare tutte le emozioni che un po’ tutti abbiamo provato: paura, incertezza, il non sapere quando tutto sarebbe finito. Tengo a dire che non parlo solo di me. Cerco di fare in modo che tutte le persone possano ritrovarsi almeno in parte nelle emozioni che provo quando scrivo, perché se ti senti rispecchiato crei anche una connessione con l’artista”.
Alla domanda su cosa possa aver convinto chi l’ha scelta per il talent, la risposta è molto personale. “Io mi sono svelata proprio per il mio modo di essere. Sono una persona abbastanza eccentrica nel mio modo di vivere. Una volta mi vergognavo di questo e quindi ero remissiva, ero timida e non facevo vedere questi lati di me. Negli ultimi anni, anche stando con le persone giuste, mi hanno detto: ‘Tu sei speciale per questo, non nasconderti’. E non l’ho fatto. Quando ho cominciato a fregarmene e a essere me stessa a 360 gradi, ho visto che le cose hanno cominciato a prendere una piega diversa”. Il suo percorso artistico è stato costruito passo dopo passo. “Tutto è stato fondamentale. Da piccola ho cominciato a fare teatro. Ero una bambina timida, mi vergognavo di tutto. Il teatro mi ha molto sbloccato. Ho fatto un sacco di parti diverse al Rossetti e questo ha costruito la mia personalità. Tra l’altro, facendo teatro, sono molto brava a fare le imitazioni. Mi ha allenata anche sotto questo punto di vista e oggi, in ogni contesto in cui vado, imito le mie amiche e faccio morire tutti da ridere”. Successivamente sono arrivati il liceo artistico e la pittura. “Lì ho sviluppato la passione per la pittura. Ho fatto una mostra personale e sono anche stata premiata”. Poi la laurea in Lettere. “Tengo sempre a sottolineare che la cultura è importante e studiare è importante. A me ha aiutato nella scrittura. Leggere poesie e libri ti permette di sviluppare talenti anche inconsci nella creazione delle canzoni. Le rime e certi incastri mi vengono naturali proprio perché negli anni ho immagazzinato tutto questo”.
Infine la musica, attraverso lezioni di canto e di chitarra. “Pian pianino la mia identità è venuta fuori strada facendo. È un puzzle di tutte queste cose”. L’ingresso nel mondo televisivo non la spaventa. “Se avessi intrapreso questo percorso quattro anni fa ti avrei detto forse di sì. Oggi penso di avere una personalità molto forte e molto definita. È un po’ impossibile che io possa cambiare, perché dal primo momento in cui metto piede su un palco si dice: ‘Ah, è Angela’. Dovrei proprio dimenticarmi di chi sono”. Ai giovani che la vedranno in televisione lascia un messaggio preciso. “Bisogna sempre credere nei propri sogni e fare quello che piace, indipendentemente dai pareri degli altri o da chi ti dice di scegliere la strada più sicura. Però è fondamentale lavorare sodo. La costanza è tutto. Se pensi di arrivare a un obiettivo facilmente hai già sbagliato. Se invece sei disposto a passare attraverso tutte le difficoltà pur di inseguire quello che ami, allora hai fatto bingo”. Angela racconta anche il lavoro che c’è dietro alle sue canzoni. “Io canto e suono. Scrivo la musica delle mie canzoni da sola e poi, insieme a Matteo Brenci, che oggi fa parte dei 40 Fingers, lavoriamo alla produzione. Lui mi aiuta a sviluppare gli arrangiamenti. Registriamo praticamente tutto tra casa mia e casa sua”.
A fine estate uscirà il suo primo Ep. “Raggrupperà le mie prime canzoni, quelle scritte attorno al 2020. I testi resteranno gli stessi, ma ho voluto creare un sound coerente, con la chitarra acustica molto presente, perché è lo strumento con cui le persone mi identificano di più. Vorrei che fosse un Ep con un’idea di musica live”. Per la cantautrice è importante che il pubblico conosca anche il percorso dietro al talent. “Al di là di X Factor, che è bellissimo, sono super grata anche per questi articoli e queste interviste. È importante anche il seguito, perché spesso si parla solo del talent e poi tutto il resto passa inosservato. Invece è importante raccontare come un artista è arrivato fin lì e quali sono i suoi obiettivi futuri”. Infine c’è il busking, esperienza che considera fondamentale e profondamente legata a Trieste. “Io sono una busker. Ho cominciato a suonare per strada nel 2019 e ho veramente fatto il callo a Trieste. Continuo a farlo perché è un’arte che adoro. La considero trasparente: quando sei su un palco le persone sono lì per ascoltarti, quando sei per strada no. Fermare qualcuno nella sua quotidianità è una soddisfazione ancora più grande. Una cosa semplice, ma grandissima”.
Articolo di Francesco Viviani
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