Ferrari Luce in Cina è già sold out
MILANO – Ottantotto esemplari andati via in poco tempo. La Ferrari Luce si affida al mercato cinese per archiviare le polemiche che ne hanno accompagnato il debutto di fine maggio, tanto ‘scandaloso’ per quella rottura dei codici tradizionali del Cavallino (“non avrebbe avuto senso fare una Ferrari uguale alle altre”, disse l’ad Vigna).
Il lancio nel Paese del Dragone – con un prezzo al dettaglio di 3.988.000 yuan – ha portato a un ‘tutto esaurito’ immediato delle 88 unità previste, secondo quanto raccontato nei giorni scorsi da CarNewsChina.
Anche se, poi, dal Beijing Business Today è arrivata l’indicazione che gli ordini presso i dealer della capitale non sono chiusi, a indicare o una nuova infornata di vetture per il mercato pechinese o che le prime stime erano sovradimensionate.


In ogni caso sarebbero diversi i fattori che supportano le vendite di Ferrari in Cina. Il fatto che il pubblico cinese sia ormai entrato in una mentalità elettrica ben più di quanto non succeda in Europa o negli altri grandi bacini occidentali; il fatto che stia crescendo la popolazione di ultraricchi che si possono permettere simili sfizi, come dimostra l’emergere di supercar di produzione cinese che ormai offrono prestazioni migliori delle case tradizionali.
E non da ultimo, secondo alcuni, il fatto che la Luce si sia presentata al mercato asiatico con uno sconto intorno al 7% del prezzo di listino, circa 515mila euro a fronte dei 550mila quotati altrove.
Sta di fatto che Pechino è un mercato fondamentale per Maranello, per le sue prospettive e per il tentativo di invertire la rotta di declino delle consegne che si è visto negli ultimi anno, dalle circa 1.500 unità del 2022 alle circa 900 dell’anno passato, con un andamento anche dovuto alla tassazione sui veicoli di lusso a combustione, la cui immatricolazione è fortemente contingentata in molte municipalità.
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