Sospensione cementeria, i commenti di Progetto Civico Barletta e M5S Barletta
“Abbiamo preso atto dell’ordinanza sindacale che dispone lo stop alle attività della cementeria, oramai inglobata nel centro cittadino. È una decisione che arriva dopo mesi di proteste, segnalazioni e della legittima preoccupazione dei residenti per la qualità dell’aria e la salubrità del quartiere”. Progetto Civico Italia di Barletta “è sempre stato chiaro: il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non è negoziabile. Nessuna attività produttiva può avere carta bianca quando mette a rischio la vita delle persone. L’ordinanza va in questa direzione e la sosteniamo con convinzione”.
“Ma la stessa Costituzione, all’articolo 4, tutela il diritto al lavoro. Non possiamo accettare che la chiusura di un impianto si trasformi in una condanna per le famiglie dei lavoratori. Salute e lavoro non sono due campi opposti, ma due facce della stessa medaglia: una città che vuole definirsi civile deve tutelare entrambe. Sarà banale ricordarlo, ma abbiamo il fondato timore che si inizi a “sventolare” il livello occupazionale come uno spauracchio, al solo fine di evitare, ancora una volta, di mettere in campo con coraggio la vera proposta di svolta: la delocalizzazione.
È un copione già visto a livello nazionale con alcune grandi aziende strategiche italiane. Per ottant’anni hanno sventolato il destino dei lavoratori per incassare ogni forma possibile di sostegno e finanziamento pubblico, salvo poi chiudere le fabbriche, licenziare i dipendenti e trasferire le sedi legali all’estero. Di fronte a queste dinamiche bisogna mantenere un fermo equilibrio, ricordando che l’interesse generale e preminente della comunità viene prima degli interessi particolari. A chi oggi si candida a cavalcare demagogicamente questo tema, chiediamo con forza: dov’eravate quando imprenditori improvvisati locali, con centinaia di dipendenti, hanno chiuso i battenti? Forse erano troppo impegnati a orientarsi verso la villa al mare o la macchina potente – per restare sobri – piuttosto che gestire le aziende con oculatezza e affrontare le sfide del mercato con reali competenze.
Per evitare che la storia si ripeta sulla pelle di Barletta, chiediamo al Sindaco, alla Provincia BAT, alla Regione Puglia e all’ASL Bt tre impegni immediati da inserire nell’attuazione dell’ordinanza: Tavolo di crisi permanente, ammortizzatori sociali e riqualificazione della forza lavoro, riconversione e delocalizzazione dell’area industriale, verifica costante attuale e futura condizione ambientale e igienico/sanitaria popolazione. Chiudere la cementeria è un atto di responsabilità verso chi vive lì accanto. Riconvertirla, delocalizzare e tutelare i lavoratori è un atto di responsabilità verso tutta Barletta. Non accetteremo che la battaglia per l’ambiente diventi uno scontro tra cittadini e operai. Non accetteremo che la difesa del lavoro diventi la giustificazione per l’inquinamento. Progetto Civico Italia ci sarà: al fianco dei residenti per la salute e al fianco dei lavoratori per il futuro. Perché il valore di una città si misura da come tratta i più deboli: sia chi respira polveri, sia chi rischia di perdere il proprio stipendio”.
“L’ordinanza di sospensione dell’impianto di cottura clinker dello stabilimento Buzzi Unicem, firmata dal Sindaco Cannito, rappresenta l’inevitabile epilogo di una gestione a dir poco disastrosa”. Come Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Barletta “non possiamo non accogliere questo provvedimento come un atto doveroso ma tardivo, arrivato solo dopo che la situazione è diventata insostenibile, a causa dei numerosi episodi: ripetute avarie del sistema di monitoraggio delle emissioni e sversamenti di polveri che allarmano, ormai da tempo, l’intera cittadinanza.
L’Amministrazione Comunale si sveglia dal torpore adesso, ma non è la sola, vista l’inerzia degli altri enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali e dei controlli: nessuna tempestiva attenzione a quella che di fatto è una bomba ambientale a orologeria. È inaccettabile che il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sia rimasto congelato per oltre due anni nei cassetti della burocrazia, senza che nessuna istituzione muovesse un dito per pretendere certezze e verifiche approfondite prima che la situazione degenerasse. Sedici incidenti registrati dall’inizio del 2025 ad oggi sono la prova di un vuoto intollerabile.
Per il Movimento 5 Stelle di Barletta, la linea politica rimarrà sempre una: la tutela della salute pubblica non deve mai essere barattata con il diritto al lavoro, e viceversa. Chiediamo con forza garanzie immediate per i lavoratori: la chiusura temporanea o le necessarie prescrizioni tecniche non devono in alcun modo ricadere sulle spalle dei dipendenti della Buzzi Unicem. Pretendiamo che siano pubblicati report chiari e immediati sullo stato dell’inquinamento atmosferico e del suolo nelle aree limitrofe allo stabilimento.
Si metta fine all’immobilismo amministrativo a tutti livelli e vengano stabilite prescrizioni rigide prima di qualsiasi eventuale ripresa delle attività e attuato un monitoraggio puntuale. La salute dei cittadini di Barletta e il pane dei lavoratori sono due facce della stessa medaglia: una politica seria ha il dovere di proteggerli entrambi”.
Source link