Società

Arretrati e aumenti docenti e ATA tra luglio e agosto, entro 10 giorni la firma definitiva sull’intesa economica. I possibili scenari

Si è tenuto oggi il nuovo round di trattative tra ARAN e i sindacati del comparto scuola per definire la parte normativa del contratto collettivo nazionale di lavoro 2025/27.

La vera novità, però, arriva dalla parte economica. L’ARAN ha comunicato che entro una decina di giorni si terrà l’incontro per la firma definitiva dell’accordo sugli stipendi. Come già noto, si profila la possibilità che i lavoratori della scuola vedano un aggiornamento in busta paga già tra luglio e agosto. Con ogni probabilità, verranno erogati anche gli arretrati maturati dal gennaio 2025 fino ai primi mesi del 2026.

La macchina dei controlli è in movimento

Ricordiamo che il percorso che porta un contratto del pubblico impiego a diventare operativo è rigido, e per legge deve passare al setaccio del Ministero dell’Economia (che ha già dato il suo ok) e poi della magistratura contabile.

La Corte dei Conti ha 15 giorni di tempo per pronunciarsi: deve solo verificare che i fondi ci siano e che tutto sia in regola con i vincoli di finanza pubblica. Un passaggio formale, ma necessario.

Una volta ottenuto il nullaosta, l’ARAN convocherà i sindacati per la firma definitiva (confermato oggi durante la riunione). A quel punto il contratto diventerà immediatamente esecutivo, senza bisogno di attendere la Gazzetta Ufficiale.

Il nodo NoiPA: tre possibili scenari

Subito dopo la firma, la palla passa al MEF e alla piattaforma NoiPA, che dovranno ricalcolare le tabelle stipendiali, applicare i nuovi parametri e conteggiare gli arretrati relativi a tutto il 2025 e ai primi mesi del 2026.

Il problema è che le buste paga di luglio vengono solitamente elaborate tra il 25 giugno e i primi giorni del mese. Se la Corte dei Conti si esprime in tempi record, la firma potrebbe arrivare ancora a giugno, dando a NoiPA il tempo di aggiornare i sistemi in tempo per il cedolino di luglio. In quel caso, i lavoratori troverebbero già nello stipendio di luglio sia gli aumenti del 2026 che tutti gli arretrati.

Se invece la Corte dei Conti impiegasse tutti i 15 giorni a disposizione, lo sblocco arriverebbe a luglio inoltrato. A quel punto, per il cedolino ordinario di luglio sarebbe troppo tardi. Ma non è detto che tutto slitti ad agosto: NoiPA potrebbe emettere un cedolino straordinario dedicato esclusivamente agli arretrati, magari già a luglio, visto che i flussi straordinari non hanno le stesse scadenze rigide di quelli ordinari. In questo secondo scenario, gli arretrati coprirebbero sette mesi (da gennaio a luglio 2026, oltre all’intero 2025), mentre gli aumenti mensili verrebbero applicati da agosto.

Terzo scenario, il più pessimistico: se ci fossero rallentamenti tecnici o amministrativi nei conteggi, l’intera partita – aumenti e arretrati – verrebbe accorpata nel cedolino di agosto. Un solo bonifico, ma con tutto il dovuto.

Un dettaglio importante: il 2027 sarà l’anno buono

C’è un elemento che spesso sfugge. Gli aumenti che arriveranno nel 2026 non sono quelli definitivi. L’accordo, firmato in corso di vigenza del triennio, prevede che l’incremento più consistente delle tabelle stipendiali scatterà dal 1° gennaio 2027. Solo da quella data andranno a regime le nuove retribuzioni nella loro interezza. Per ora, quella che arriverà nelle prossime settimane è solo una prima tranche, ma per chi aspetta da mesi è già una boccata d’ossigeno.

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