Piemonte

Arrestato in Calabria l’uomo sospettato di aver ucciso un giovane a Bra con un colpo alla testa


Era un giallo. Adesso è stato preso il presunto killer del venticinquenne di origine albanese, trovato senza vita quattro mesi fa nelle campagne di Bra. Si è chiusa in Calabria la caccia all’uomo iniziata lungo i sentieri della frazione Pollenzo lo scorso febbraio, dopo la scoperta di un cadavere riverso a terra accanto a un’auto in sosta. I carabinieri del comando provinciale di Cuneo e della compagnia di Bra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un italiano di 36 anni, con l’accusa di omicidio aggravato, detenzione e porto abusivo di un’arma da sparo.

L’indagine, coordinata dalla procura di Asti, era partita il 20 febbraio in località strada Chivola. A dare l’allarme un passante che aveva notato un corpo accovacciato nel fango. Fin dal primo sopralluogo dei militari, la vicenda era apparsa un’esecuzione. Il sospetto è diventato certezza la mattina successiva all’ospedale di Verduno: l’autopsia ha infatti chiarito che il giovane era stato ucciso da un colpo di pistola di piccolo calibro, esploso alla testa da distanza ravvicinata.

Per risalire al movente del delitto, gli investigatori hanno dovuto scavare a fondo nella vita della vittima, stringendo il cerchio attorno al mondo dello spaccio e del consumo di stupefacenti nel braidese. La svolta è arrivata dalle perquisizioni. Nell’abitazione del venticinquenne e in un garage nella sua disponibilità, i carabinieri hanno sequestrato denaro in contanti, materiale per il confezionamento e un ingente quantitativo di droga: in tutto circa 214 grammi di cocaina e quasi un chilogrammo di marijuana. Trovate anche diverse armi con matricola abrasa, risultate rubate.

Gli accertamenti tecnici e scientifici sui reperti, affidati alle sezioni specializzate del Ris di Parma, agli specialisti del centro di diagnostica di Orbassano e ai consulenti della procura, hanno incrociato le risultanze investigative sul territorio, portando dritti al trentaseienne. L’uomo, originario del cosentino ma all’epoca domiciliato in Piemonte, era sparito dal cuneese pochi giorni dopo il delitto, rientrando nella terra d’origine per cercare di far perdere le proprie tracce.

Il gip di Asti, concordando con il quadro accusatorio, ha firmato l’ordinanza l’11 giugno. Il blitz è scattato pochi giorni dopo in Calabria: i militari di Cuneo e Bra, supportati dal comando provinciale locale e dai reparti anticrimine di Torino e Reggio Calabria, hanno arrestato il trentaseienne. L’indagato si trova ora recluso in un carcere calabrese.


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