La Commissione per l’Economia del Pe adotta il mandato sull’euro digitale – Europarlamento
BRUXELLES – La commissione per gli Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo ha adottato l’accordo sul regolamento per l’euro digitale. L’attesa è che sarà poi il mandato negoziale dell’Eurocamera nelle trattative con il Consiglio Ue, vista la convergenza tra i diversi gruppi politici raggiunta nel negoziato. E’ però probabile che venga chiesto di mettere al voto il testo nella Plenaria di luglio. Nel mandato gli eurodeputati rafforzano le garanzie sulla privacy, rispetto alla proposta della Commissione, chiedono test pilota e verifiche di sicurezza informatica prima dell’emissione, insistendo che dovrà affiancare il contante.
Alla votazione principale il testo è stato sostenuto in Econ da 43 eurodeputati. Hanno espresso voto contrario in 14, un europarlamentare si è astenuto. La proposta legislativa della Commissione europea era stata presentata a giugno 2023, mentre il Consiglio dell’Ue ha votato il proprio mandato negoziale a dicembre 2025. Nel testo approvato dalla Econ, gli eurodeputati chiedono maggiori garanzie rispetto alla proposta originaria dell’esecutivo comunitario. In particolare, viene rafforzata – come detto – la tutela della privacy degli utenti e si insiste sulla necessità che l’emissione dell’euro digitale sia preceduta da una fase di sperimentazione con utenti reali, accompagnata da verifiche indipendenti sulla sicurezza informatica e sulla resilienza del sistema. Il compromesso ha visto come relatore Fernando Navarrete Rojas del Ppe, che ha fatto a lungo da freno sull’avvio del negoziato parlamentare, per poi spianare infine la strada a un accordo. Il mandato ribadisce che l’euro digitale dovrà affiancare e non sostituire il contante, preservando la libertà di scelta dei cittadini nei pagamenti. Attribuisce poi al nuovo strumento una funzione più ampia di sostegno all’autonomia strategica dell’Unione, con l’obiettivo di rafforzare la capacità europea nel settore dei pagamenti digitali e ridurre la dipendenza da operatori e infrastrutture extraeuropee.
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