la seconda autopsia e la possibile difesa da un’aggressione. Ecco cosa è emerso
PESARO – Un caso sempre più complicato. La seconda autopsia effettuata sul corpo di Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua casa di Pesaro il giorno di Santo Stefano del 2022, aggiunge un nuovo elemento alle indagini sulla morte della magistrata di Campobasso.
C’è anche l’ipotesi aggressione
Le nuove indagini, che ipotizzano l’omicidio, rivelano lesioni sulle mani, unghie rotte e un ematoma alla testa.
Lesioni rilevabili dalle foto scattate durante il sopralluogo in viale Zara, nella casa della donna, ma che non sono state valorizzate dalla prima autopsia. Segni che, ha ipotizzato la procuratrice dell’Aquila Roberta D’Avolio, non escludono che Francesca Ercolini di sia difesa da un’aggressione. Quei segni, compresa un’unghiatura lungo il collo, sono ritenuti invece di fondamentale importanza per una diagnosi che distingua la morte per impiccamento, e quindi il suicidio, e un’aggressione che si è invece conclusa con uno strangolamento. Per questo la procura ha chiesto di approfondire nella seconda autopsia quei segni che, senza osservare le linee guida dettate dalla comunità scientifica internazionale nei casi di morte da impiccamento, sono state tralasciate dal medico legale che ha eseguito il primo esame e che oggi è iscritto nel registro degli indagati.
La copia del foulard
I consulenti della difesa consegneranno agli esperti del Ris il foulard realizzato da Gucci in questi giorni, esatta copia di quello trovato in casa della Ercolini e al quale, secondo la prima ricostruzione, la magistrata si sarebbe appesa legandolo alla ringhiera della scala interna. Il confronto tra le parti si tiene oggi, 23 giugno, in via Tor Di Quinto a Roma. Mariano Cingolani, perito incaricato dal marito della magistrata (oggi indagato per omicidio), ha sempre sostenuto la compatibilità tra la striscia di seta a fiori e i segni che la vittima aveva sul collo. Ma nella sua relazione di 402 pagine, Vittorio Fineschi – il consulente che ha effettuato la nuova autopsia – sostiene invece che la riga rossa che percorre il collo della donna, non solo ha un andamento irregolare rispetto ad una meccanica da impiccamento, ma presenta caratteristiche provocate da un mezzo duro e non dalla stoffa.
Un particolare che la procura ha comunque chiesto di approfondire e che viene analizzato a Roma davanti alle parti nel corso dell’incidente probatorio. Al foulard che invece è stato sequestrato è ancora annodata una ciocca di capelli della Ercolini dai quali si potrebbe capire di più anche nella meccanica. Manca però un pezzo di foulard che è stato tagliato per liberare la donna. Un’azione raccontata dal marito, che avrebbe utilizzato delle forbici per liberare il corpo sospeso di Francesca. Ma questo sarà oggetto di un nuovo sopralluogo che avverrà nei prossimi giorni.




