Crotone, il sindaco Vincenzo Voce è indagato per falso in atto pubblico. La questione dello stadio
Inciampo giudiziario al Comune di Crotone. Il sindaco Vincenzo Voce e il dirigente Salvatore Gangemi sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di falso in atto pubblico. Il motivo? In occasione dell’autorizzazione dello svolgimento delle partite del Crotone calcio allo stadio Ezio Scida nelle ultime due stagioni di Serie C, sarebbe stata concessa la vendita delle bevande dentro l’impianto sulla base di un provvedimento risultato scaduto nel 2022 che, fino a quattro anni fa, dava il via libera al privato a somministrare le bibite. Si può sintetizzare così l’ipotesi accusatoria contenuta nell’avviso di garanzia con contestuale invito a comparire che lo scorso venerdì la Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Crotone, ha notificato a Voce e a Gangemi. Entrambi dovranno presentarsi in settimana nell’Ufficio inquirente diretto dal procuratore, Domenico Guarascio, per rispondere alle domande del pm sulle contestazioni che gli vengono mosse.
All’origine della vicenda, c’è la mancanza dell’agibilità per l’Ezio Scida ad ospitare le partite dei tornei professionistici. E questa lacuna ha sempre reso necessario l’intervento dei sindaci di turno ad autorizzare, di volta in volta, lo svolgimento delle gare con un apposito provvedimento, che viene firmato anche dal dirigente di settore. Ma tali atti contengono pure una serie di disposizioni e obblighi (come la sicurezza e le somministrazioni di bevande) che il concessionario della struttura deve rispettare durante i match. E sotto la lente sono finiti i campionati del 2024-2025 e del 2025-2026 nel corso dei quali la vendita delle bibite, per gli investigatori, sarebbe avvenuta irregolarmente.
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