Denatalità, nella Bat -1.058 alunni. UIL Scuola: “Opportunità, sì a classi con meno alunni”
I dati sull’inverno demografico che sta investendo la provincia di Barletta-Andria-Trani non possono e “non devono essere utilizzati come un mero algoritmo per giustificare il ridimensionamento della nostra rete scolastica. La perdita netta di 1.058 alunni solo nell’ultimo anno nella provincia, che si inserisce in un trend drammatico di contrazione della fascia giovanile sul territorio, deve diventare il punto di partenza per una rivoluzione qualitativa, non quantitativa”.
La UIL Scuola BAT, nella persona del suo Segretario Generale Provinciale Raffaele Delvecchio, rivolge un appello forte e urgente all’Ufficio Scolastico Provinciale affinché metta in campo uno sforzo straordinario per la salvaguardia degli organici, bloccando la logica dei tagli lineari a danno delle cattedre e dei servizi.
”La denatalità, pur essendo un fenomeno preoccupante per la tenuta sociale del territorio, offre un’occasione unica e irripetibile e cioè ridurre il numero di alunni per classe, superando una volta per tutte il modello delle classi sovraffollate. ”Non possiamo continuare a gestire la scuola con la calcolatrice alla mano, ignorando i bisogni reali degli studenti e dei lavoratori,” dichiara Raffaele Delvecchio, “La diminuzione delle nascite non deve tradursi in un taglio indiscriminato di cattedre e posti di lavoro, ma deve essere l’opportunità per abbattere il numero di alunni per classe. Solo così potremo innalzare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, garantendo una didattica davvero inclusiva e attenta alle fragilità, in ambienti più sicuri e stimolanti.”
La salvaguardia dei posti di lavoro chiesta dalla UIL Scuola BAT riguarda l’intera istituzione scolastica, valorizzando ogni singola componente. Si chiede la massima flessibilità nella determinazione dell’Organico di Diritto del personale docente mantenendo i posti attuali per favorire il tempo prolungato e il potenziamento dell’offerta formativa. Come anche “tagliare l’organico ATA significa paralizzare le scuole,” sottolinea Delvecchio. “I collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici sono il perno della sicurezza, del decoro e della funzionalità quotidiana dei plessi”.
Difendere l’autonomia giuridica degli istituti e mantenere invariati gli organici, conclude Delvecchio, significa investire sul futuro dei nostri dieci comuni, frenando lo spopolamento e offrendo ai giovani una scuola d’eccellenza. La sigla sindacale chiede pertanto l’apertura immediata di un tavolo di confronto con l’Ufficio Scolastico Provinciale e i rappresentanti politici del territorio per ridisegnare i criteri del dimensionamento, mettendo al centro il diritto allo studio e la dignità del lavoro.
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