Cresce l’attesa a Catanzaro per il “giochista” Turati
Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Cresce la curiosità intorno a Marco Turati. In attesa che il nuovo tecnico del Catanzaro firmi il contratto biennale pronto da un paio di giorni, ratificando l’intesa raggiunta nel pomeriggio di giovedì scorso, i tifosi cominciano a interrogarsi sulla squadra che vedranno nella prossima stagione.
Al di là delle critiche immancabili nelle pagine social dedicate ai giallorossi, in parecchi casi gratuite e di conseguenza ingenerose, in tanti non vedono l’ora che il quarantaquattrenne allenatore di Lecco illustri, prima a parole e poi sul campo, le sue idee e come vorrà metterle in pratica in una squadra di Serie B. Per ascoltarne la voce bisognerà aspettare la presentazione, probabilmente nel fine settimana, quanto al calcio giocato non se ne parlerà prima di metà mese, visto che il raduno delle Aquile è fissato in città per la sera del 13 luglio e nelle ore successive inizierà a San Floro il solito tran tran fatto di test atletici e dei primi lavori con il pallone fino alla partenza per il ritiro di Livigno (fissata il 25 luglio).
Rispetto a un anno fa, quando l’arrivo di Aquilani era stato automaticamente identificato con il ritorno al tipo di gioco del Catanzaro di Vivarini che lo stesso tecnico romano aveva praticato a Pisa: non sono mancate le differenze, ma i principi definibili “dezerbiani” erano uguali e non sono andati in deroga. Lo sbarco di Turati riserva qualche incognita in più anche se lo spirito “giochista” è lo stesso ed è il motivo forse principale per cui è stato voluto dal direttore sportivo Ciro Polito e dal club del presidente Floriano Noto.
Sul web circolano molte meno informazioni sul Siracusa di Turati ed è normale, perché avendo allenato gli aretusei in Serie D e in Serie C, non esiste tutta la mole di analisi tecnico-tattiche che si trovano, invece, anche facilmente per i tecnici che abitano frequentemente la cadetteria. I cinque anni e le 248 partite trascorse da Turati come collaboratore di Vincenzo Italiano fra Spezia e Fiorentina sono tuttavia un biglietto da visita indicativo, nel senso che l’imprinting del siciliano appena volato in una grande di Turchia (il Besiktas) è facile venga riproposto sul piano del pressing e dell’intensità nelle due fasi e nella ricerca di quella verticalità che pure Aquilani è riuscito a trovare esaltando le caratteristiche dei calciatori (meglio di quanto non avesse fatto Vivarini). L’aggiunta potrebbe essere la propensione ai duelli uomo contro uomo che sono un marchio di fabbrica di Italiano, ma qui è da vedere quanto Turati saprà adattarsi ai giocatori che avrà a disposizione e viceversa.
Il suo ingresso nello spogliatoio è l’altro interrogativo che anima i tifosi, perché a Turati viene riconosciuta la gestione del gruppo nonostante le grandi difficoltà che ha vissuto il Siracusa nella passata stagione, una squadra praticamente abbandonata dalla società (per questo gli undici punti di penalizzazione), ma che non ha mai “sbracato”.
Però una cosa è allenare una neopromossa dalla D, un’altra misurarsi con gente abituata a frequentare i piani alti della Serie B ed è arrivata a un solo gol dalla A, come Iemmello, Pigliacelli, Brighenti, Pontisso, Pompetti, Pittarello, D’Alessandro e Di Francesco. Trovare in fretta la sintonia con lo spogliatoio è il primo passo, il resto una conseguenza.
Source link




