Trodica saluta Christian Perugini, il dolore della comunità per la vittima del tragico schianto in superstrada

MORROVALLE – Un sole impietoso ha accompagnato Christian Perugini nel suo ultimo viaggio. A Trodica è stato abbracciato dalla sua famiglia, dai suoi amici e dalla sua comunità. Quella che solo per pochi chilometri non era riuscito a raggiungere in quella maledetta mattina del 14 giugno, una data che rimarrà tristemente segnata per uno dei più gravi incidenti stradali della provincia.
L’ultima alba vista da Christian, al volante della sua Lancia Musa, e da tre dei giovanissimi occupanti dell’altra vettura, Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia.
L’ultimo saluto nella chiesa dell’Emmanuele
Il 41enne di Trodica è stato il primo ad essere identificato e anche il primo di cui è stato reso noto il decesso dopo il tragico schianto.
Il rito funebre si è svolto nella chiesa dell’Emmanuele, gremita di persone accorse per stringersi attorno alla famiglia.
Ad accompagnarlo nell’ultimo saluto c’erano mamma Maria, papà Gerry, i fratelli Nikola e Marco, gli zii Patrizia, Samuela e Giovanni e le cugine Sofia e Angelica. Una presenza silenziosa e commossa, quella della comunità, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza ai familiari in una giornata segnata dal dolore.
L’omelia: «Dio guarda alla luce che abita in ognuno di noi»
A celebrare le esequie è stato padre Sandro Pippa, dei Passionisti di Morrovalle, che durante l’omelia ha rivolto parole di conforto e speranza ai presenti.
«La strada della sua vita è stata a volte tortuosa, costellata di fatiche e di fragilità. Ma Dio ci conosce e non guarda alle nostre fragilità, non è interessato alle nostre ombre ma alla luce che abita ognuno di noi. Non ci guarda con la lente d’ingrandimento del tribunale terreno».
Il richiamo alla misericordia
Il sacerdote ha poi invitato i fedeli a riflettere sul significato della misericordia e del perdono.
«La misericordia di Dio va oltre ogni miseria, ogni considerazione umana. È l’amore di una madre, quello che allontana lo sguardo dalla condanna e accoglierà sempre il proprio figlio nell’amore. Ci insegna a convivere, a perdonare».
Parole accolte nel silenzio della chiesa, dove il dolore per una perdita improvvisa si è intrecciato alla ricerca di un senso e di una speranza davanti a una tragedia che ha profondamente segnato l’intera comunità.




