Liguria

Investito e ucciso in corso Italia, in 40 secondi la sequenza dell’omicidio di Edoardo Corrieri


Genova. Una sequenza di 40 secondi dalle 04.22.00 alle 04.22.40 scandisce, confermando le testimonianze raccolte sul posto dagli agenti delle volanti, l’omicidio di corso Italia, un omicidio “volontario” sembra dire la giudice Maria Antonia Di Lazzaro nelle 8 pagine di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Vincenzo Rametta.

La sequenza nelle immagini di carabinieri del Tpc

Nelle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale, che ha sede nell’abbazia di San Giuliano, si vede sul lato monte della strada Rametta correre verso levante per arrivare alla sua auto (parcheggiata dietro la curva e quindi fuori dalla portata della telecamera). Dietro di lui c’è Edoardo Corrieri, che corre lungo il parcheggio vuoto per raggiungere Rametta. Poi si vede l’auto che, a forte velocità, dopo aver sterzato verso destra travolge il 29enne facendolo volare per alcuni metri e proseguendo la corsa.

I testimoni oculari: “Ha sterzato apposta”

A raccontare cosa è accaduto prima sono i testimoni, sentiti immediatamente dalla polizia di Stato arrivata sul posto. C’è la ragazza importunata da Rametta: ha raccontato di aver reagito spruzzando a Rametta con lo spray al peperoncino. Ha anche detto che il 28enne aveva preso un cartello stradale per spaventarla.

Questo cartello lo vede anche un altro testimone e dice che il 28enne lo ha abbandonato poco dopo. Sono tre i giovani sentiti nell’immediatezza dei fatti, tra cui una ragazza che si trovava per caso dietro Rametta e Corrieri sul lato monte di corso Italia all’altezza del distributore Q8. Ha visto la lite tra Rametta e due ragazze, poi ha visto Rametta prendere un cartello e correre in direzione levante. Lo ha visto salire in auto e ha visto un ragazzo dire alle ragazze che voleva fare un video alla targa dell’auto parcheggiata. Ha visto l’investimento e anche lei racconta che ha sterzato e quindi l’ha fatto volontariamente.

E’ tornato indietro e si è costituito alle volanti

Dopo l’impatto Rametta. come ha raccontato lui stesso ai poliziotti, va avanti fino all’incrocio con via Piave, poi torna indietro. Ripassando davanti al luogo dell’incidente vede la polizia e l’ambulanza sul lato opposto della strada. Parcheggia l’Audi Q3 davanti al Baretto e va a piedi dagli agenti e confessa di essere l’investitore. Viene arrestato otto minuti esatti dopo l’investimento.

Rametta alla polizia: “Non l’ho visto perché avevo lo spray negli occhi”

Il 28enne, che si trova ancora nel carcere di Marassi, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti alla gip Maria Antonia di Lazzaro. Alla polizia però sul momento aveva rilasciato alcune dichiarazioni: “Non l’ho fatto apposta – ha detto agli agenti – il ragazzo era in mezzo alla strada e io non l’ho visto perché mi bruciavano gli occhi per lo spray che mi aveva spruzzato addosso la ragazza”.

La giudice però nell’ordinanza che convalida l’arresto chiarisce che Rametta, portato in ospedale per gli accertamenti tossicologici che hanno indicato che aveva un tasso alcolemico pari al doppio del consentito per legge, non aveva nulla agli occhi, o almeno nessun genere di problema è stato sollevato o refertato. 

Rametta ha precisato di essere stato solo al momento dell’investimento e che solo dopo ha chiamato il suo amico dicendogli andarsi a prendere le sue cose in macchina. Il cartello ha raccontato di averlo preso “solo per difendersi”. Ha detto che è salito in auto perché voleva solo scappare. Dopo aver travolto Corrieri dice di essere andato “in panico”, ma arrivato all’altezza di via Piave ha deciso subito di tornare indietro. “Non so cosa sia successo, non era nelle mie intenzioni fare una cosa del genere”.

La giudice: “Ha agito con inopinata violenza quando era al sicuro nella propria auto”

Per la giudice gli indizi concordano sulla gravità del fatto e su fatto che l’investimento sia stato volontario. La gip Di Lazzaro ricorda come Rametta era al sicuro nella propria auto e quindi era in condizioni di sicurezza rispetto a Corrieri che lo aveva inseguito. Per la gip il 28enne ha agito con “inopinata violenza” ai danni fra l’altro di un giovane che neppure conosceva e con cui aveva avuto un diverbio, per questo deve considerarsi socialmente pericoloso.

Nel documento non viene esplicitato il perché non sia stata disposta la custodia cautelare in carcere bensì i domiciliari con il braccialetto elettronico ma è possibile che nella valutazione della giudice – decisione presa prima dell’apprendere la notizia della morte di Corrieri – abbiano inciso il fatto che Rametta, difeso dall’avvocato Stefano Ganci, è incensurato e che si è spontaneamente costituito alle forze dell’ordine.

In ogni caso, visto che i braccialetti elettronici scarseggiano potrebbe volerci del tempo prima che venga trasferito al proprio domicilio.

Intanto le indagini sono passate alla squadra mobile, diretta da Carlo Bartelli e Antonino Porcino, che sta procedendo all’audizione di altri testimoni presenti ai fatti, come mostrano le stesse telecamere che riprendono l’investimento. La procura nei prossimi giorni, dopo l’autopsia sul corpo di Corrieri – l’incarico sarà affidato domani mattina al medico legale Francesco Ventura – dovrà riformulare il capo di imputazione. Rametta potrebbe essere accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

 

 




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »