Abruzzo

a Vasto l’opera realizzata dagli studenti del Pantini-Pudente


Si arricchisce di un nuovo simbolo dedicato alla memoria e alla legalità il quartiere San Paolo di Vasto. È stata presentata nei giorni scorsi una pensilina dedicata a Renata Fonte, amministratrice comunale pugliese assassinata dalla criminalità organizzata nel 1984 per il suo impegno in difesa del territorio e del bene comune.

L’opera è stata realizzata dalle studentesse e dagli studenti del Liceo artistico Pantini-Pudente, coordinati dalle professoresse Alessandra Minerva e Angela Ruberto, ed è stata installata sul plexiglas della pensilina situata nei pressi della Villa Falcone e Borsellino.

La cerimonia inaugurale è stata accompagnata dalla lettura di testi dedicati alla figura di Renata Fonte, elaborati dagli studenti del liceo delle scienze umane sotto la guida delle docenti Francesca D’Alfonso e Clara Evangelista.

La nuova installazione si inserisce in un percorso già avviato negli anni scorsi e dedicato alle vittime delle mafie e ai protagonisti della lotta per la legalità. Nel quartiere sono infatti già presenti pensiline e opere dedicate a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Peppe Diana, Peppino Impastato, Lea Garofalo e Rita Atria.

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Francesco Menna, l’assessora alle Politiche giovanili e all’Istruzione Paola Cianci, la dirigente scolastica Anna Orsatti, le docenti coinvolte nel progetto e numerosi studenti.

«Dedicare uno spazio pubblico a Renata Fonte significa tenere viva la memoria di una donna che ha sacrificato la propria vita per difendere il bene comune e la legalità. Questa pensilina, collocata accanto alla Villa Falcone e Borsellino, diventa un segno concreto e quotidiano di impegno civile, soprattutto per le nuove generazioni, affinché il ricordo si trasformi in consapevolezza e responsabilità», ha dichiarato il sindaco Menna.

Per l’assessora Cianci il progetto rappresenta un esempio concreto di educazione alla cittadinanza attiva. «Attraverso l’arte e le parole dei giovani abbiamo raccontato il coraggio di donne e uomini che non si sono arresi alla violenza mafiosa, pagando con la vita la loro scelta di libertà e giustizia. Le opere realizzate hanno donato alla città luoghi di bellezza e di riflessione, lasciando un segno tangibile nello spazio pubblico e nella coscienza collettiva».


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