Husky sequestrati a Lavarone, la Procura riconosce il maltrattamento animale – CRONACA
La Procura di Trento ha riconosciuto il reato di maltrattamento animale nel caso dei oltre 40 Alaskan Husky sequestrati lo scorso febbraio in un allevamento di Millegrobbe, nei pressi di Lavarone. La decisione arriva al termine delle indagini condotte dal Corpo Forestale Trentino e conferma il grave stato di sofferenza in cui versavano gli animali, utilizzati nelle attività legate ai cani da slitta.
Al momento del sequestro, gli husky presentavano condizioni sanitarie estremamente critiche. I referti veterinari hanno evidenziato casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica e diverse patologie riconducibili alla mancanza di cure adeguate. Elementi che hanno contribuito a delineare il quadro di maltrattamento contestato dagli inquirenti e che hanno reso necessario l’intervento delle autorità.
Dopo il recupero, i cani sono stati affidati alla Lega Anti Vivisezione, che ne ha seguito il percorso di riabilitazione. A distanza di alcuni mesi, gli animali sono ora pronti per essere accolti da nuove famiglie. «Non saranno più considerati strumenti da lavoro, ma individui da rispettare e amare», ha dichiarato l’associazione, annunciando l’avvio delle procedure di adozione.
Per la LAV, tuttavia, il caso solleva questioni più ampie che non possono essere liquidate come un episodio isolato. L’associazione denuncia infatti le criticità di un sistema che continua a impiegare i cani per finalità sportive e turistiche e chiede un rafforzamento delle tutele normative. In questa direzione si inseriscono la raccolta firme e le richieste rivolte al presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Bonfiglio, e al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, affinché vengano introdotte misure più efficaci a tutela degli animali coinvolti in queste attività.




