Disagio giovanile, Grosseto Città Aperta organizza un incontro
Grosseto. Dopo cinque anni di opposizione Grosseto Città Aperta lancia “Grosseto 2027 La città si muove”, un percorso di confronto pubblico per costruire il programma per le elezioni comunali del prossimo anno.
Un cantiere aperto per ripensare la Grosseto di domani
Primo appuntamento sabato 20 giugno, alle 17.00, alla Fondazione Il Sole: talk tematici e tavoli di lavoro su urbanistica, cultura, politiche sociali, verde urbano, sicurezza, turismo, mobilità e altri temi.
Uno dei talk sarà dedicato al disagio giovanile ed alla costruzione di una città educante.
“Negli anni Grosseto Città Aperta ha più volte segnalato le condizioni di degrado in cui versano i parchi pubblici dedicati all’infanzia, sia per la vetustà dei giochi e degli arredi, sia perché usati in modo improprio da gruppi di giovani che si lasciano dietro bottiglie di alcolici, mozziconi, vetri rotti e strutture vandalizzate – si legge in una nota dell’associazione -. Sul rinnovo di giochi e arredi la risposta dell’amministrazione è stata a dir poco modesta ed è sotto gli occhi di tutti. Sull’altro fronte le nostre sollecitazioni hanno ricevuto quale riscontro la proposta di installare videocamere. Sia chiaro, il punto non è difendere chi sbaglia. Il punto, tuttavia, è evitare che l’unico rapporto tra adolescenti e istituzioni sia quello della telecamera. Il parco giochi viene occupato dagli adolescenti perché è uno dei pochi spazi pubblici riconoscibili, accessibili, gratuiti e dotati di arredi. Però è uno spazio pensato per un’altra fascia d’età. Da qui nasce il conflitto”.
“Il disagio giovanile non nasce dal parco vandalizzato, lì diventa visibile. E una politica che vede gli adolescenti solo quando disturbano è una politica miope, incapace di svolgere il proprio ruolo – sottolinea il comunicato – Alla politica compete tanto riparare i giochi rotti, quanto riparare il rapporto tra adolescenti e città. E a Grosseto questo è ancora possibile. Nel nostro comune si contano circa 7.500 tra preadolescenti e adolescenti. Numeri abbastanza grandi da giustificare una politica pubblica specifica, ma abbastanza contenuti da rendere realistica la possibilità di costruire modelli mirati: mappatura delle aree frequentate dai più giovani, équipe educative leggere, pochi presidi territoriali, magari mobili, rete con scuole e associazioni. Una città più sicura non è una città in cui le ragazze e i ragazzi spariscono dagli spazi pubblici, ma una città in cui questi spazi sono vissuti, curati, attraversati da relazioni positive. Quando si parla di ‘disagio giovanile’ si tocca un mondo di grande complessità rispetto al quale il rischio maggiore è proprio quello di etichettare superficialmente un’intera platea di cittadini”.
“La politica deve allora chiedersi: quali opportunità gratuite, non prestazionali, non selettive, non commerciali offre Grosseto a una ragazza o un ragazzo di 12, 14, 16 anni nel pomeriggio, la sera, nel weekend? Il disagio nasce proprio quando l’adolescente sente che la città non parla a lui ed ai suoi coetanei – prosegue la nota -. Qui si può intervenire efficacemente attraverso l’educativa di strada, che non è una pattuglia sociale o un controllo mascherato. E’ uno strumento che agisce attraverso la mappatura dei luoghi di aggregazione, l’osservazione dei gruppi informali, l’ascolto dei bisogni, l’aggancio dei ragazzi più disponibili, la mediazione con residenti, famiglie, scuole e commercianti. Grosseto ha una esperienza significativa su questo fronte, è il progetto Street’s Rooms avviato dal Coeso nel 2018 e portato avanti per alcuni anni. Un lavoro che ha restituito risultati importanti e pur tuttavia sempre legato a finanziamenti comunali episodici. Grosseto Città Aperta propone di rilanciare Street’s Rooms non come evento o progetto occasionale, ma come servizio strutturale al servizio dei nostri giovani”.
“Esistono anche altre esperienze che potrebbero essere mutuate, come The Smiling Van, il progetto di psicologia di strada accessibile e informale che, a Torino, incontra i giovani nelle piazze e nei giardini muovendosi su un van nel quale ogni ragazza o ragazzo ne senta il bisogno può salire e farsi una ‘chiacchierata’ – sottolinea il comunicato -. Esistono i Patti educativi di comunità attraverso i quali mettere in rete scuola, Comune, servizi sociali e sanitari, associazioni, società sportive, famiglie, terzo settore e realtà culturali per offrire opportunità educative anche fuori dall’orario scolastico. Esiste, in definitiva, una moltitudine di strade che possono essere pensate e costruite per migliorare la nostra città. Per farlo occorre che la politica innanzitutto riconosca i più giovani come cittadini, diversamente finirà per incontrarli solo come problema. Occorre pertanto un cambio radicale di prospettiva, perché fin qui la politica ha pensato solo a tappare i buchi o, peggio, tapparsi gli occhi di fronte alle evidenze”.
“Da qui nasce ‘Grosseto 2027 La città si muove’, un cantiere aperto, politico e programmatico per trasformare analisi e proposte nel programma elettorale di Grosseto Città Aperta, dedicato a chi vuole costruire una città più inclusiva, partecipata e proiettata nel futuro – termina la nota -. Venite a costruirla con noi. Pe informazioni: grossetoaperta@gmail.com”
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