Sicurezza, Salis al centrodestra: “Non fate gli avvoltoi, 35 irregolari fermati dalla polizia locale mai rimpatriati”

Genova. “Non fate gli avvoltoi su quello che è un problema endemico del Paese, l’assassino di Pedro Signor avrebbe dovuto essere rimpatriato quattro anni fa, dall’inizio del 2026 la polizia locale ha fermato 35 irregolari, sapete quanti ne sono stati rimpatriati? Zero. E questo è il risultato dell’assenza di migratorie in Italia e di protocolli per gli stessi rimpatri”. Lo ha detto, rivolgendosi al centrodestra, la sindaca di Genova Silvia Salis, intervenendo sull’ordine del giorno sul tema della sicurezza presentato dall’opposizione. La discussione, molto accesa, a poche ore dagli ultimi fatti di cronaca: l’accoltellamento in piazza Delle Vigne, la giovane turista aggredita alla Darsena e, ieri, le liti con ferimenti a Cornigliano e Bolzaneto. Oltre naturalmente al delitto di Villetta Di Negro. Proprio oggi i funerali della vittima.
Il documento, respinto dalla maggioranza, impegnava la sindaca e la giunta a rafforzare la presenza della polizia locale, a predisporre un piano straordinario di intervento sulla sicurezza urbana, a migliorare il coordinamento con municipi, comitati e associazioni, ma anche a potenziare i sistemi di videosorveglianza e a valutare un eventuale rafforzamento dell’assetto amministrativo relativo alle politiche di sicurezza. La traduzione di questo ultimo punto l’ha fatta la capogruppo di Fdi Alessandra Bianchi: “Chiediamo alla sindaca di riassegnare la delega alla Sicurezza e all’assessora Viscogliosi di fare un passo indietro”.
Il termine “avvoltoi” usato dalla sindaca è stato criticato fortemente da tutti gli esponenti della minoranza. “Non accettiamo di essere etichettati come avvoltoi – ha detto ad esempio Ilaria Cavo – perché non la pensiamo come lei sui numeri che ha fornito e sulla lettura che ha dato, chiediamo rispetto, esigiamo le scuse di Salis e chiediamo che il presidente del consiglio comunale stigmatizzi questo linguaggio”. Le scuse non sono arrivate, e non sono bastate le spiegazioni fornite dal presidente del consiglio Claudio Villa. La minoranza intorno alle 17.10, dunque, ha lasciato l’aula. Il consiglio è proseguito con la presenza della sola maggioranza, sufficiente a garantire il numero legale.
Nel suo intervento la prima cittadina è tornata a parlare della gestione della sicurezza urbana: “A chi oggi in aula ha detto che il turn over è stato bloccato da 10 anni di governo della sinistra, rispondo che è stato bloccato nel 2008 dal governo Brunetta e sbloccato dal governo Renzi – ha detto Salis – la polizia di Stato ha 102mila unità di dotazione ma gli agenti sono 90mila, questo significa che ogni giorno lavora con 10mila agenti in meno, siete al governo da quattro anni e la situazione non è migliorata. Questa amministrazione continuerà a fare il possibile e usare i mezzi a disposizione per rendere questa città più sicura”.
I consiglieri di centrodestra, esprimendosi in dichiarazione di voto, hanno tutti a vario titolo attaccato l’amministrazione per “una situazione degenerata nonostante la narrazione della maggioranza – ha detto Bianchi – il grido d’allarme dei genovesi viene lasciato in un limbo e cade continuamente nel vuoto”.
Il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, dice che la “situazione della sicurezza è sfuggita al controllo per l’inerzia dell’amministrazione e la confusione sul tema da parte della maggioranza, c’è chi chiede l’intervento dell’esercito e chi i rimpatri, una confusione che inficia anche il lavoro delle forze dell’ordine”.
È stato l’ex assessore alla Sicurezza del governo Bucci, oggi capogruppo del Misto, Sergio Gambino, a dichiarare: “Se oggi abbiamo una situazione di carenza di personale è perché negli anni in cui governava il centrosinistra i fondi per il personale di polizia sono stati ridotti del 30%, se oggi c’è carenza di presidio del territorio è perché il sistema è stato smantellato”.
La capogruppo della Lega Paola Bordilli ha sottolineato: “Le poche cose che avete fatto in questi 12 mesi sono le ordinanze antialcol e le pattuglie di quartiere, politiche che avevamo avviato noi”.
Dalla maggioranza, critiche restituite al mittente: Martina Caputo, capogruppo Pd, ha affermato: “Il documento non è condivisibile, non perché le criticità non esistano, ma perché la sicurezza non può essere solo un tema di ordine pubblico né tanto meno di propaganda, quello che manca alla minoranza è una visione della sicurezza come bene comune, che non si costruisce utilizzando come clava fatti di cronaca”.
Sara Tassara (Lista Salis) ha parlato di “approccio ideologico e poco utile, abbiamo bisogno di una riforma seria nazionale sulle politiche migratorie e della sottoscrizione di patti per la sicurezza urbana, inoltre nei discorsi del centrodestra c’è una grande assente, la mafia, la criminalità organizzata”.
Lorenzo Garzarelli, Avs, ha detto che il “centrodestra strumentalizza qualsiasi argomento tra cui il caso di cronaca di Villetta Di Negro, per anni avete preferito passare da 160 a 3000 telecamere e nonostante questo l’azione è stata fallimentare”.
Anche Marco Mesmaeker, capogruppo del M5s, ha parlato di “volo degli avvoltoi” riferendosi alla minoranza. “Ma la sicurezza è uno dei più grandi fallimenti del governo Meloni – ha concluso – ricordo inoltre che a Genova le assunzioni della polizia locale negli anni passati sono state fatte con i soldi del Ponte Morandi”.




