Giallo di Pietracatella, parla Locatelli: “Primi caso al mondo di ricina individuata accuratamente in persone decedute” | isNews
Il direttore dell’Istituto ‘Maugeri di Pavia ha spiegato che test sono stati effettuati per trovare il veleno nel sangue di madre e figlia. Ma ha invitato alla cautela sulle ipotesi relative alle modalità di somministrazione della sostanza tossica
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, la morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi casi unici nella letteratura scientifica.
Lo ha evidenziato il professor Carlo Locatelli, il presidente dell’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, che ha individuato la sostanza tossica nel sangue di madre e figlia.
“Probabilmente siamo di fronte ai primi due casi al mondo in cui questa sostanza è stata identificata con un livello di accuratezza così elevato in persone decedute – le sua parole a Adnkronos Salute, a margine del congresso nazionale della Sitox a Bologna – abbiamo identificato una sostanza, la ricina, che, secondo le nostre analisi, è stata la causa dell’intossicazione e del decesso di queste persone”.
“La sostanza individuata – ha quindi spiegato le tappe seguite – non era tra le prime ipotesi prese in considerazione, perché si tratta di un agente raro e difficile da identificare. Una volta emerso il sospetto, abbiamo effettuato per oltre un mese ulteriori controlli, ripetendo gli esami più volte per escludere ogni possibile errore. Quando si cerca una proteina di questo tipo nel sangue di persone decedute servono numerose verifiche. Abbiamo eseguito tutte le prove e le controprove necessarie per essere certi del risultato. È l’unica sostanza che abbiamo trovato e che risulta compatibile con il quadro clinico osservato e il successivo decesso”.
Per quanto riguarda le ipotesi sulle modalità dell’ingestione letale Locatelli si è mostrato cauto. “Noi non abbiamo elementi per dirlo. Il nostro lavoro consiste nell’identificare una sostanza nel sangue e stabilire se possa aver causato il decesso. Non possiamo sapere come sia stata assunta, in quale quantità o attraverso quale alimento o altro. Resta comunque alla magistratura il compito di accertare in via definitiva cause e responsabilità”. Magistratura che sulla morte delle due donne indaga per duplice omicidio premeditato contro ignoti.
Intanto il gruppo di ricerca sta raccogliendo ulteriori dati per approfondire la conoscenza di questo tipo di intossicazione e migliorare le tecniche di identificazione. “Negli anni scorsi – ha concluso il direttore del Maugeri – abbiamo già studiato 8-10 casi di intossicazione legati ai semi di ricino e abbiamo pubblicato i risultati delle nostre ricerche. Il nostro obiettivo è sviluppare strumenti sempre più affidabili per riconoscere queste sostanze e fornire risposte certe agli investigatori”.
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