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Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) – Come nasce l’innovazione tecnologica in sanità? Come vengono progettati un nuovo ecografo, un mammografo o un angiografo di “nuova generazione”? In quali luoghi ed a partire da quali bisogni e processi nascono le ‘tecnologie avanzate’? E l’intelligenza artificiale: a quali necessità di salute può rispondere? A partire da queste domande, fedele alla sua vocazione di concretezza professionale, l’Associazione italiana ingegneri clinici-Aiic, per il suo 26.esimo Convegno nazionale, propone come titolo ‘Facciamo innovazione: come le tecnologie nascono in corsia’, un invito – dal 10-13 giugno, Officine Grandi Riparazioni, Torino – a comprendere bisogni, origini, competenze, collaborazioni e obiettivi reali dello sviluppo tecnologico in corso. “Al centro del nostro evento nazionale – afferma Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno Aiic- c’è la necessità di riportare tutta l’attenzione sul tema della salute e sui bisogni di una popolazione che è sempre più cronica e sempre più anziana. Desideriamo partire da qui, dal bisogno, più che dalla rivoluzione tecnologica, e quindi parlare di quella innovazione che nasce dal letto di degenza, dalla corsia, dall’esigenza di salute colta dentro l’ospedale, e che si traduce in strumenti innovativi a tutto vantaggio dei pazienti”.
E’ un approccio inedito, quindi, quello proposto nel 26.esimo Convegno Aiic che, afferma Umberto Nocco, presidente Aiic, “privilegia l’analisi delle necessità di salute colte attraverso la collaborazione con i clinici, la voce dei cittadini, il dialogo con le organizzazioni ed anche con i produttori affinché si possano produrre benefici per i pazienti, oltre che per l’insieme del Sservizio sanitario nazionale”. Da qui la scelta di dar voce alle esperienze che animeranno la Sessione inaugurale (giovedì 11 giugno, ore 14.30) con alcuni esponenti dell’innovazione concreta, tra cui l’inventore dello standard Mpeg ed Mp3, Leonardo Chiariglione, presidente Mpai e Claudio Ronco, Irriv- International Renal Research Institute Vicenza, nefrologo riconosciuto a livello internazionale, che ha messo a punto numerosi sistemi avanzati per emodialisi.
“Nelle giornate torinesi – spiega Stefano Bergamasco, presidente del Comitato scientifico del Convegno – parleremo, con gli oltre 2mila iscritti, di innovazione tecnologica, analizzando l’evoluzione delle tecnologie biomediche avanzate, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi clinici, le nuove frontiere della diagnostica digitale e i dispositivi smart per la cura e il monitoraggio. Ma anche di innovazione dei processi, con approfondimenti su modelli di procurement più efficaci, ottimizzazione gestionale, approccio integrato al rischio tecnologico e nuovi metodi di valutazione delle tecnologie sanitarie. E ancora, di innovazione generata dall’industria, attraverso casi concreti di co-progettazione, standard emergenti e soluzioni che stanno ridisegnando il mercato; e di innovazione proposta dalle strutture sanitarie, dai centri di ricerca, dalle start up con elementi di radicamento nella concretezza ospedaliera”.
Il Convegno Aiic – informa una nota – si apre domani, mercoledì 10, con i corsi di formazione curati da Giovanni Poggialini, componente del Consiglio direttivo Aiic e coordinatore dei Corsi, con 2 sessioni d’apertura: la prima, ‘Touchpoint ingegneria clinica’, rivolta a scuole e università con gli interventi: di Filippo Molinari, pro-rettore Politecnico Torino; Anna Forlenza, direttore Fondazione Its Academy Biotecnologie Piemonte e Daniela Cameroni, assessore alla formazione Regione Piemonte. La seconda sessione, ‘Connessioni di valore: impresa, sanità e innovazione’, vedrà gli interventi di: Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e attività produttive, Regione Piemonte; Cesare Mangone, Unione Industriali Torino; Alberta Pasquero, Bio Industry Park; Adriano Leli, presidente Fare; Mario Alparone, FinPiemonte e Alessandro Preziosa, presidente Associazione elettromedicali, Confindustria Dispositivi medici.
L’agenda convegnistica si sviluppa poi con un corpus di 45 sessioni, tra cui 4 appuntamenti con esperienze realizzate di intelligenza artificiale, e con le plenarie Sanità e Spazio: il futuro è ora (venerdì 12, ore 9.30); Innovazione nei modelli di organizzazione dell’assistenza tecnica (venerdì 12, ore 11.30); l’Ecosistema delle start-up e degli incubatori d’impresa (venerdì 12, ore 14.30); Creare innovazione tecnologica: modelli a confronto (venerdì 12, ore 16.30). A fianco di queste, una serie di altri approfondimenti come: La catena di valore delle tecnologie in telemedicina (giovedì 11, ore 11.30); Focus sui giovani ingegneri biomedici (venerdì 12, ore 11.30) e Dopo la Cot: ospedali di comunità e case di comunità (sabato 13 giugno, ore 11.00).
“Affermare che l’innovazione nasce in corsia significa sottolineare che è nella contaminazione dei saperi e nella collaborazione effettiva che nasce la risposta tecnologica ai bisogni di salute”, ricorda Nocco, che sottolinea i tanti eventi congiunti che sono previsti a Torino e all’interno dei quali Aiic dialogherà con: i radiologi, all’interno di una sessione a cui parteciperà la presidente Sirm Nicoletta Gandolfo; con l’associazione dei manager di sala operatoria Aiorm; nelle Sessioni Aiic-Fiaso e Aiic-Federsanità Anci; nella Sessione Aiic-Associazione sanità digitale e nella Sessione Aiic-Ingesan, dove saranno presenti gli ingegneri gestionali del Ssn. Il tutto senza dimenticare gli ‘eventi nell’evento’. Il primo – riferisce la nota – è l’appuntamento dedicato al rapporto tra Hta e Clinical Costing. Il secondo è la sessione proposta dall’Associazione nazionale tecnici delle apparecchiature biomediche (Antap9. “Il Convegno 2026 di Aiic propone dunque un programma complessivo ricco e vastissimo – conclude Leogrande – che conferma, anche con queste sessioni congiunte, la vocazione degli ingegneri clinici ad essere professione di connessione tra gli operatori della sanità”.
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