Roma, dal Campidoglio un piano da 10mila nuovi lampioni per accendere la movida e battere il degrado
Oltre dieci anni fa fu la rivoluzione del Led a cambiare per sempre i connotati cromatici e i consumi dell’illuminazione pubblica della Capitale. Oggi, Roma si appresta a vivere una seconda, radicale metamorfosi sotto i riflettori della notte.
Questa volta l’obiettivo del Campidoglio non si esaurisce nella pur fondamentale transizione ecologica o nel risparmio in bolletta: la sfida è ridisegnare l’esperienza urbana dopo il tramonto, restituendo sicurezza, vivibilità e valore estetico a piazze, strade e monumenti.
L’operazione si inserisce nella cornice del Piano Roma Notte, la strategia promossa dall’amministrazione capitolina per potenziare la qualità e l’intensità della luce nei luoghi più sensibili e frequentati della città nelle ore serali.
Il patto con Areti: 30% di luce in più e ottiche anti-ombra
Il piano industriale e tecnologico, sviluppato braccio a braccio con i tecnici di Areti, prevede un doppio binario d’azione: il restyling profondo dei lampioni esistenti e la mappatura di nuovi punti luce da installare da zero nei punti critici della sicurezza urbana.
Nel mirino dei progettisti ci sono i grandi snodi di scambio: stazioni ferroviarie, fermate della metropolitana e del trasporto pubblico, parcheggi di scambio, attraversamenti pedonali a rischio, parchi urbani e tutti quei quartieri storicamente caratterizzati da un’altissima densità di locali e aggregazione giovanile.
Le nuove lampade messe in campo da Areti surclassano i Led di prima generazione installati un decennio fa. Grazie a sistemi ottici avanzati, i flussi luminosi vengono indirizzati sui marciapiedi e sulle carreggiate con millimetrica precisione.
Il risultato è un incremento della luminosità di circa il 30% a parità di consumi energetici, unito a un’uniformità che abbatte drasticamente le zone d’ombra, spesso sfruttate dalla microcriminalità.
San Lorenzo fa da apripista: la strategia in due fasi
Il vero e proprio laboratorio a cielo aperto del progetto è San Lorenzo, quartiere simbolo della movida universitaria ed esposto a costanti tensioni sul fronte dell’ordine pubblico. Qui i cantieri sono già nel vivo e si articolano in due step successivi.
La prima fase ha già portato alla sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con le nuove tecnologie nelle strade e nelle piazze a più alta densità di calpestio.
La seconda fase, considerata la più incisiva, prevede una rivoluzione geometrica della luce: verranno piantati lampioni centrali inediti nel cuore delle piazze e si procederà a un potenziamento mirato dei fari per superare la barriera visiva creata dalle chiome degli alberi o dagli ostacoli urbanistici.
Un focus particolare riguarderà il perimetro storico delle Mura Aureliane, dove la nuova luce giocherà il doppio ruolo di presidio di sicurezza e di valorizzazione monumentale dell’archeologia romana.
Dalla Tuscolana a Ponte Milvio: la mappa dei 10mila interventi
San Lorenzo è però solo il primo tassello di un mosaico che avvolgerà l’intera città. Il cronoprogramma del Campidoglio ha già messo in fila i quartieri prioritari che attendono i tecnici Areti: si va dal Pigneto a Centocelle, da Testaccio a Trastevere, passando per l’Esquilino, l’Eur, Ponte Milvio, piazza Bologna, piazza Re di Roma, Cornelia e l’intero asse della Tuscolana.
Se la prima tranche di lavori si concentrerà su circa 3mila punti luce distribuiti su cento strade calde, la macro-roadmap prevede a regime il potenziamento di oltre 10mila impianti in più di 700 arterie cittadine.
I primi passi di questo viaggio, in realtà, si sono consumati nel retrobottega della mobilità: già dal 2025 Areti ha avviato e in gran parte concluso i rifacimenti illuminotecnici nei principali scali ferroviari e nei mezzanini delle metropolitane.
Per Palazzo Senatorio, d’altronde, la luce non è più un mero dettaglio tecnico o una voce di spesa: è la prima, vera infrastruttura della sicurezza urbana.
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