Emilia Romagna

Senza un nuovo patto per l’Unione, la Valconca è al capolinea


Quale futuro per la Valconca? È la domanda che si sta ponendo il coordinatore Circoli della Valconca e segretario Provinciale Pd Christian D’Andrea e a cui ha cercato di dare una risposta, partendo da un ragionamento che dovrebbe coinvolgere tutti i comuni della Valconca. “Dopo queste ultime elezioni amministrative di Morciano e Mondaino ho riflettuto molto sul tema Unione Valconca, ponendomi una domanda di fondo: quale futuro vogliamo costruire per la Valconca? Dopo trent’anni è arrivato il momento di scegliere: Chiudere, chiuderci oppure rilanciare”.

“L’Unione non può ridursi a un contenitore burocratico o a un luogo da frequentare soltanto quando conviene. Serve dargli anima, passione e cuore – sottolinea D’Andrea -.Serve un nuovo patto tra i Comuni, che superi anche le ormai annuali tornate amministrative (che generano attesa e immobilismo), capace di guardare oltre le frizioni, diffidenze e campanilismi”. Difendere le identità locali non significa chiudersi dentro i propri confini: “In questi anni abbiamo fatto tanto ma anche perso occasioni importanti: dalla pianificazione territoriale condivisa alla possibilità di concentrare le risorse su progetti davvero strategici per la vallata”.

“Occorre rafforzare la struttura amministrativa dell’Unione, investire nella transizione digitale e nella progettualità di vallata – conclude. – Dobbiamo progettare insieme lo sviluppo del territorio: turismo, cultura, mobilità sostenibile, scuole, sport, ambiente, imprese e politiche per i giovani. Serve anche la capacità di collaborare con i Comuni vicini, perché la vita delle persone non si ferma ai confini amministrativi. È necessario un metodo più democratico, con un’agenda pubblica della Valconca e un confronto costante con amministrazioni, opposizioni, associazioni, categorie economiche e cittadini. La fase di stallo che stiamo vivendo può diventare un nuovo inizio, ma la risposta va trovata adesso, prima che passi un’altra occasione e che sia troppo tardi”.


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