Frana di Niscemi, Musumeci dai pm: si è avvalso della facoltà di non rispondere
«Il governo che ho avuto l’onore di presiedere ha posto, come tutti sanno, la lotta al dissesto idrogeologico in Sicilia come priorità. Parlano le leggi varate, i numeri, i cantieri e il confronto con tutti gli altri Enti in Italia». Lo ha detto il ministro per la protezione Civile Nello Musumeci all’uscita della procura di Gela dove ha incontrato i pm che indagano sulla frana di Niscemi e ai quali ha consegnato una «memoria articolata».
«È il contribuito più fattivo che potessimo dare in questa fase, non conoscendo nessuno degli atti – ha aggiunto Musumeci – Ma ci sembrava indispensabile testimoniare la piena collaborazione con la magistratura ed il rispetto del ruolo di chi indaga. Anche per questa ragione, rinunciando alle prerogative ministeriali, ho ritenuto fosse mio dovere raggiungere qui a Gela gli inquirenti, ai quali ho evidenziato, nell’atto depositato, non solo la mia estraneità alla contestazione, ma anche tutti gli atti che sono stati compiuti dalla Regione a seguito della frana della provinciale del 2019».
«Penso che non sarà l’unico confronto – ha concluso il ministro – Se servirà, il mio legale ed io stesso saremo disponibili».
Il ministro per la Protezione Civile ed ex presidente della Regione siciliana Nello Musumeci si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pubblici ministeri di Gela che l’hanno iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 12 persone, tra le quali gli ultimi 4 governatori dell’isola, nell’ambito dell’inchiesta sulla frana che, a gennaio scorso, a Niscemi, ha determinato il crollo di un costone roccioso trascinando a valle case e mezzi e decine di immobili.
Musumeci ha depositato una memoria come, prima di lui avevano fatto Renato Schifani e Rosario Crocetta. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Salvatore Vella.
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