Sardegna

Il Centro Sociale Culturale Sardo di Milano si intitola a Giovanni Campus


Un grande successo e una viva partecipazione hanno caratterizzato l’evento di intitolazione del Centro Sociale Culturale Sardo di Milano al grande artista Giovanni Campus, olbiese di origine e scomparso a Milano il 28 novembre dello scorso anno. Il presidente del neonato Centro Sociale Culturale Sardo Giovanni Campus, Giovanni Cervo, ha espresso profonda soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa che ha restituito l’immagine autentica dell’autore attraverso le testimonianze di critici, storici dell’arte e galleristi che facevano parte del suo vivace ambiente intellettuale. Nelle parole del presidente, questa intitolazione vuole dare un ulteriore impulso alla vita dell’associazione, soprattutto pensando alle nuove generazioni, ricordando come la presenza di Campus, già consigliere del sodalizio e responsabile culturale della Lega Sarda, abbia rappresentato una svolta cruciale per l’ex dopolavoro, aprendolo ai rapporti con il mondo dell’arte e della cultura.
Dopo i saluti istituzionali portati da Arianna Censi, assessora alla Mobilità del Comune di Milano, si sono susseguite numerose riflessioni sulla figura di un autore descritto come un artista a tutto tondo. Il critico d’arte Marco Meneguzzo, che lo ha seguito per decenni, ne ha tratteggiato il profilo di uomo sardo, taciturno e testardo, ricordando le sue storiche installazioni come la molla tesa nel 1977 da palazzo Reale al sagrato del Duomo o le misurazioni delle scogliere in Sardegna, volte a definire il proprio posto nello spazio. Anche Anna Maria Montaldo, già direttrice del Polo Museale di Milano, ha evidenziato come Campus abbia sviluppato il suo lavoro sul filo rosso di tecniche differenti, tra pittura e materiali eterogenei, senza mai rinchiudersi in un’identità isolana ma inserendosi a pieno titolo in una dimensione globale.

da destra Sara Cancedda, Tonino Mulas, Giovanni Cervo, Arianna Censi

da destra Sara Cancedda, Tonino Mulas, Giovanni Cervo, Arianna Censi

I lavori sono stati coordinati da Tonino Mulas, già presidente del centro e vicepresidente della Consulta dell’emigrazione della Regione Sardegna, il quale ha evidenziato due importanti novità emerse nel corso della manifestazione. La prima riguarda il progetto di pubblicazione di una raccolta degli scritti di Giovanni Campus, a cui l’artista stava lavorando insieme a Cristina Sissa, direttrice della galleria Studio d’Arte Del Lauro, che includerà testi inediti e noti, come il celebre dialogo del 1995 con il filosofo Placido Cherchi. La seconda novità fa riferimento al testamento olografo dell’artista, attualmente in possesso di Dino Marrosu, già responsabile dell’archivio fotografico Giovanni Campus, che contiene le disposizioni per la nascita di una futura sala museale con le sue opere a Olbia.
L’evento ha offerto lo spunto per un’ampia riflessione da parte di Sara Nicole Cancedda, presidente di SEU, Sardi Emigrati Uniti, la nuova federazione di circoli sardi costituita nello scorso marzo, che ha indicato la volontà di dialogare con i protagonisti della cultura e valorizzare l’opera di artisti, poeti, scrittori e giovani registi desiderosi di affermarsi fuori dall’isola, operando in sinergia con specialisti e istituzioni. In chiusura, Giovanni Cervo ha confermato il rinnovato impegno del centro milanese attraverso un fitto calendario di proposte legate all’archeologia, al turismo, al teatro, alla musica e al cinema, che culminerà in un autunno ricco di iniziative dedicate a Grazia Deledda, alla valorizzazione dei territori e alla presentazione di libri, intercettando il forte interesse che molti milanesi coltivano per la Sardegna. Al convegno sono inoltre intervenuti lo storico dell’arte dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Francesco Tedeschi e la critica d’arte Maria Dolores Picciau.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »