un guasto alla cella frigo. Stabile sotto sequestro

ANCONA Da una parte le indagini della procura, dall’altra l’attesa per i risultati delle analisi Arpam sulla qualità dell’aria. In mezzo, la conta dei danni di uno stabilimento devastato dalle fiamme. Quello della Cotteria Magrì alla Baraccola, investito domenica mattina da un maxi incendio che ha mandato in fumo parte dei macchinari e 250 quintali di prodotti lavorati all’interno dell’azienda, specializzata nella produzione di carni e prosciutti, puntando sulla qualità e sulla tradizione marchigiana. Per accertare le cause del rogo, la procura ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di incendio. Un passo dovuto e necessario anche per convalidare il sequestro dello stabile situato in via Albertini.
Il corto circuito
Non ci sono indagati. Anche perché l’ipotesi più accreditata è che a scatenare l’inferno di fuoco sia stato un guasto accidentale. Un probabile corto circuito partito dalla cella frigorifero. La sola rimasta accesa nel corso del weekend. Tutti gli altri macchinari, infatti, erano stati puntualmente spenti. Oltre al filone penale, rimane aperto il capitolo dei campionamenti eseguiti dai tecnici dell’Arpam. Rilievi finalizzati a captare gli eventuali livelli di tossicità dell’aria dopo la propagazione del maxi incendio che ha visto scendere in campo quasi trenta vigili del fuoco per domare le fiamme e bonificare l’area.
I campionamenti
Gli specialisti dell’Arpam hanno posizionato nei pressi del Globo – uno delle sei strutture inglobate nella zona rossa e interessati dall’ordinanza di chiusura emanata dal sindaco Daniele Silvetti – un laboratorio mobile usato per le emergenze per eseguire diversi campionamenti.
I risultati, ieri, non erano ancora disponibili. Per rilevare l’entità delle diossine, per esempio, ci vorranno almeno 72 ore. Ai raggi X le polveri, i metalli, il particolato (Pm10), le acque di spegnimento, la gestione dei rifiuti combusti e le strutture crollate. Una prima relazione dei monitoraggi svolti è stata inviata ieri pomeriggio al Comune, all’Ast e a tutti gli enti interessati.
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale è andata anche a caccia di eventuali tracce di amianto. Sotto analisi i materiali in fibrocemento, non necessariamente pericolosi nella fase della combustione.




