Caso Gibelli, l’assessora Bruzzone blinda la consulente. Bufera su Avs: “Noi non prendiamo le distanze”

Genova. Nuova puntata del “caso Gibelli” a Genova. La consulente del Comune per i diritti Lgbtqia+ è stata ancora al centro del dibattito a Tursi dopo il post (poi cancellato) dello scorso aprile in cui prendeva di mira i cattolici. Nonostante le scuse pressoché immediate e l’intervento della sindaca Salis sulla vicenda, oggi il centrodestra è tornato a chiedere la revoca dell’incarico in sede di commissione consiliare. Richiesta respinta di fatto dall’assessora alle Politiche di genere Rita Bruzzone.
“L’avvocata Ilaria Gibelli non è una dipendente e non è a capo di nessun ufficio, è una consulente – ha precisato l’assessora – e quell’ufficio è in capo al mio assessorato”. “Sicuramente le ho chiesto che rimuovesse il suo post” perché “non era opportuno”, e “sicuramente ho anche chiesto scusa ai cattolici” di cui “ho molto rispetto”, ha aggiunto Bruzzone ricordando di aver riaperto la consulta delle religioni. “Questa storia sta andando avanti da molto. Mi assumo la responsabilità da assessora: la consulente Gibelli rimane a fare la consulente e credo sia abbastanza chiara la mia posizione”.
Ma a sollevare un nuovo polverone sono piuttosto le parole di Francesca Ghio, capogruppo di Avs, che entrando nel merito delle parole contestate a Gibelli ha difeso una posizione diversa: “Noi non prendiamo le distanze, lei ha chiesto scusa e può farsi carico delle azioni che ha scelto”. Dopodiché ha elencato una serie di elementi riguardanti la Chiesa cattolica: “Ricordo che le donne non possono diventare papa, chiediamoci perché oggi c’è una contrapposizione con il modello femminista di società”. Quindi le parole di papa Francesco sulla frociaggine nei seminari, poi oggetto di scuse, e le “cinquantamila donne uccise durante l’Inquisizione”. Secondo la consigliera rossoverde “una grande fetta di popolazione italiana si identifica in modo distante da un modello cattolico non rappresentativo della vera fede cristiana”.
“Il mancato prendere le distanze da parte di Avs dalle parole di Gibelli rappresenta una colpevole ammissione di complicità – tuona Paola Bordilli, capogruppo della Lega -. Di fronte a questa deriva, le rassicurazioni di facciata dell’assessore Bruzzone non bastano più: ora è il sindaco Salis, come garante e rappresentante di tutto il campo largo, a dover dire chiaramente da che parte sta. Cosa pensa il sindaco delle gravissime parole espresse dalla sua vicepresidente del Consiglio? Condivide gli attacchi e le accuse che Ghio ha mosso contro la Chiesa e sul ruolo delle donne all’interno del mondo cattolico?
“Oltretutto, evidenzio un chiaro cortocircuito ideologico della sinistra sui diritti delle donne – prosegue Bordilli insieme al collega Alessio Bevilacqua -. Mentre la vicepresidente Ghio si lancia in solerti filippiche contro la Chiesa, la Lega vorrebbe sapere cosa pensa di oppressioni reali e quotidiane. Qual è la sua posizione sul velo che, in molti contesti islamici, viene imposto a donne e bambine, un simbolo che nega la libertà, umilia e sottomette la figura femminile? Troppo facile fare le femministe a giorni alterni: la sinistra e la stessa Ghio escano dall’ambiguità e rispondano ai cittadini”.




