Adescata a 12 anni, l’Sos dei genitori. «Sorpresa in bagno a farsi foto hot». Un 28enne a processo
MONTEMARCIANO «Era da alcuni giorni che la vedevamo agitata, sempre con il tablet in mano. Una sera è andata in bagno, si è chiusa a chiave. Mia moglie, dalla serratura della porta, ha visto che si stava scattando foto osé». Una volta uscita dalla stanza, alla richiesta dei genitori su cosa stesse facendo, era scoppiata a piangere una 12enne residente a Montemarciano, che nei mesi precedenti aveva iniziato a chattare su Instagram con due sconosciuti.
L’accusa
Quei due che sono stati accusati di adescamento di minore per i fatti avvenuti tra ottobre 2020 e febbraio 2021.
Uno, un napoletano di 25 anni, ha già patteggiato. Per l’altro, un 28enne albanese residente in Lombardia, ieri è iniziato il processo davanti al giudice Ludovica Monachesi. Stando alla procura, avrebbe preteso dalla ragazzina foto e video a luci rosse. «Se mi spoglio io, lo fai anche tu» le avrebbe detto lui, tra un complimento e l’altro, cercando di carpirne la fiducia. E ancora: «Voglio vedere il tuo corpo, mica lo saprà nessuno. Basta che ti chiudi a chiave in una stanza per la video-chiamata».
Ieri sono stati ascoltati in aula i genitori della ragazzina, prossima a compiere la maggiore età. Erano stati loro a scoprire il rapporto illecito instaurato sui social tra la figlia e i due imputati. La denuncia era stata sporta ai carabinieri, che avevano poi sequestrato il tablet della 12enne per risalire agli adescatori. «Aveva a disposizione un tablet che avevamo comprato per la scuola e per farla giocare in determinate ore del giorno» ha detto il papà. «A un certo punto, avevamo notato che lo stava usando sempre in disparte come se stesse nascondendo qualcosa».
La richiesta
Una sera, la “fuga” in bagno. «Mia moglie ha visto che stava scattandosi delle foto. Quando è uscita le abbiamo preso il tablet, chiedendole con chi stesse chattando. Ci ha risposto: sono solo amici, scoppiando poi a piangere». Di lì la denuncia ai carabinieri.
Il difensore dell’albanese ha chiesto per il suo assistito una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere e sulla capacità di poter stare a giudizio. Il 28enne soffrirebbe infatti di un ritardo cognitivo di cui è a conoscenza l’Inps. Istanza, per ora, rigettata dal giudice. Il processo è stato aggiornato.




