Comanducci, la partita-giunta e il motore cittadino da riavviare. Centrosinistra (di nuovo) anno zero

Marcello Comanducci è il nuovo sindaco: gli aretini hanno dato fiducia al progetto della civica Fare e dei partiti di centrodestra che lo supportano. Il Comune non cambia colore e il centrosinistra resta al palo per la terza volta di fila.
La festa, poi la giunta
Di come sia arrivata questa vittoria, ne avevamo parlato già qui. Vale la pena ricordare che, fino a pochi mesi fa, non era scontata quanto il divario – sia al primo che al secondo turno, circa 11 punti e mezzo percentuali – col competitor di centrosinistra Ceccarelli possa far supporre col senno del poi. Già perché c’era molta confusione sotto il cielo del centrodestra col caso Beppe Angiolini, candidato – con presentazione alla presenza di Pasquale Giuseppe Macrì, Manuela Pisaniello (entrambi ex Pd) e Luca Fanfani – appoggiato, anche ufficialmente, da parte del centrodestra. In questo contesto Comanducci (e Gamurrini) avevano già da tempo avviato un progetto civico, in cui FdI e gli altri partiti, una volta compreso che il piano Angiolini stava naufragando, sono convogliati. E oggi possono esultare tutti assieme nelle immagini di rito dell’ingresso a Palazzo Cavallo. Ma finita la festa bisognerà sedersi al tavolo e ragionare: c’è una città da far ripartire, cantieri da ultimare, patate bollenti da gestire, come via Filzi. E per farlo servirà una giunta di grande spessore.
Cosa aspettarsi
Senza il progetto Fare il centrodestra forse non avrebbe vinto, di sicuro non con questo margine. Era infatti logorato da 11 anni di governo in cui, soprattutto nel secondo mandato, il percepito dell’azione amministrativa non era stato particolarmente positivo, con Lucia Tanti, sobbarcatasi sulle proprie spalle il frontend del governo, cantava e portava la croce. Comanducci è riuscito a smarcarsi dall’immagine della vecchia amministrazione e forse ora darà seguito alle parole con i fatti. In ogni caso si apre il match con i partiti: di una decina di assessorati, quattro potrebbero andare a FdI, prima forza. Ci sono poi Lega e FI che reclamano la propria rappresentanza. Ma aldilà del colore, occorrerà capire quali sono i nomi che emergeranno, e le competenze che porteranno. E su questo Comanducci porrà estrema attenzione perché sa di giocarsi, da subito, molta della fiducia accordatagli dagli elettori. Saranno giorni interessanti dal punto di vista politico-cittadino per capire i nuovi assetti della maggioranza.
Macerie centrosinistra
Dicevamo, fino a tre mesi e mezzo fa il centrodestra annaspava senza candidati, aggrappato in parte a Sugar. L’opposizione uscente aveva una grande occasione e, fosse riuscita a presentarsi compatta, avrebbe certamente avuto buone possibilità di vittoria. Ceccarelli-Donati non hanno trovato la quadra prima del primo turno, ci hanno provato (?), almeno di facciata, in vista del ballottaggio ma era palesemente tardi. Ma d’altronde non è stato mai davvero avviato una percorso unitario (tipo Perugia), entrambi hanno avanzato la propria proposta senza mai scinderla dalla conditio sine qua non della rispettiva investitura da candidato sindaco. E mentre il centrodestra convergeva sul candidato rimasto, l’opposizione uscente non convergeva affatto. Così Ceccarelli ha chiuso con il 44,25% delle preferenze, sotto al ballottaggio di Ralli (45,50%). Per il Pd e il centrosinistra una batosta per nulla indolore: soprattutto in considerazione del fatto che la coalizione, ad Arezzo città, aveva la maggioranza assoluta alle regionali di pochi mesi fa. Donati ha fatto molto meglio del 2020, ma resta comunque confinato di nuovo all’opposizione per 5 anni. Vedremo come evolverà il suo progetto.
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