Umbria

la svolta dell’Ospedale di Città di Castello


“Un incremento dell’attività ordinaria del 20% da gennaio ad aprile 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025”: il dato riguarda le liste di attesa relative al servizio oncologico e agli altri reparti dell’Ospedale di Città di Castello, il secondo ospedale dell’area della Usl Umbria 1, dopo che da gennaio sono entrate in funzione delle macchine sanitarie di ultima generazione: una Tac 128 strati e una risonanza magnetica. A queste nuove tecnologie va aggiunta un’altra risonanza magnetica, acquistata con i fondi del Lascito Mariani. Si tratta di tecnologie di ultima generazione che consentono un’ottimizzazione dei tempi di prestazione (con una significativa riduzione dei tempi di attesa) e che contribuiscono a migliorare l’appropriatezza diagnostica e la tempestività dei percorsi di cura. La Presidente Proietti, insieme a Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1, alla consigliera regionale Letizia Michelini, al sindaco di Città di Castello Luca Secondi, ha effettuato un sopralluogo al nosocomio per fare il punto.

Francesca Garinei, direttore facente funzione del servizio di Diagnostica per Immagini dell’Usl Umbria 1, ha illustrato l’aumento della produttività associato alle nuove apparecchiature e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “Le due risonanze magnetiche, la prima operativa da ottobre 2025 e la seconda da marzo 2026, ci consentono di effettuare scansioni che durano pochi secondi, con una riduzione addirittura fino al 35% dei tempi previsti”, ha affermato, spiegando che nelle macchine di vecchia generazione la scansione era più complessa, soprattutto con i soggetti che avevano difficoltà nel seguire le indicazioni dei tecnici per la respirazione. “La riduzione dei tempi di acquisizione – ha proseguito – ha portato ovviamente anche a un comfort per il paziente stesso ed a un’esperienza diagnostica sicuramente più tollerabile. Tutto questo ha inciso sul numero di esami che riusciamo a effettuare, con una conseguente riduzione dell’attesa del paziente che deve venire al nostro servizio”.

Oncologia, cure appropriate e ad un passo da casa

Mentre al medico Michele Montedoro, responsabile dell’Ambulatorio di Oncologia medica degli ospedali di Città di Castello e Branca, è spettato il compito di illustrare l’attività del Polo che ha l’obiettivo di “orientare e supportare le situazioni cliniche in cui pazienti, con già sospetta diagnosi o con diagnosi oncologica accertata, hanno necessità di poter iniziare quanto prima possibile un percorso di cura ottimale e orientato”. Con il Polo aumenta anche il controllo, in quanto il percorso viene monitorato, prevedendo anche un supporto per i familiari. “Le cure – ha concluso – sono omogenee, performanti e condivise a livello regionale, consentendo ai malati di curarsi vicino al proprio domicilio”.

Proietti: Investire su macchinari e mettere in rete gli ospedali

Al termine del sopralluogo la presidente Stefania Proietti ha ringraziato la direttrice regionale alla Salute e Welfare Daniela Donetti, il direttore generale Emanuele Ciotti, i tecnici, tutto il personale del presidio ospedaliero, dai medici agli amministrativi, per il lavoro svolto fino a questo momento. “Il nostro compito – ha proseguito – è quello di mettere in rete i vari presidi ospedalieri specializzandoli. Dobbiamo strutturarli tutti in interoperabilità e creare delle reti cliniche a livello regionale, come stiamo facendo per esempio con il Polo, che trovate in tutti i punti principali dei presidi Dea di primo e secondo livello della regione, per creare il più possibile le condizioni affinché il nostro personale sanitario lavori al meglio e nelle migliori condizioni. Abbiamo avuto la responsabilità di mettere a terra i sei milioni e mezzo di euro del Pnrr per installare le 14 grandi apparecchiature programmate, tutte performanti e che ci consentono di abbattere anche i tempi di attesa”. Proietti, sottolineando anche l’impegno dell’assessore Simona Meloni nella gestione dei fondi del Pnrr, ha proseguito ricordando gli interventi strutturali in corso: come l’ampliamento dei posti letto della terapia intensiva (che arriveranno a 12), della semi-intensiva (14) e del riammodernamento del Pronto Soccorso. Il tutto permetterà “una maggiore performance dei nostri professionisti, – ha detto – ma anche per l’utenza che riceverà sicuramente delle risposte più efficienti e performanti”. “La sanità pubblica non si sta fermando – ha concluso – mentre qui si stanno concludendo i lavori, noi portiamo a compimento il Pnrr e stiamo scrivendo il piano sociosanitario: stiamo lavorando su più fronti per il bene di questa regione”.

Le nuove apparecchiature nel dettaglio

L’ammodernamento del parco tecnologico è stato completato e ha rappresentato uno degli aspetti più qualificanti dell’intero programma. È stata installata una Tac da 128 strati con pacchetti software specialistici per cardiovascolare, addome, polmonare, perfusione neuro e imaging body e neuro 4D. Nel Pronto Soccorso è stato sostituito recentemente un polifunzionale mentre lo scorso marzo è entrata in funzione una risonanza magnetica da 1,5 tesla di ultima generazione, dotata di un tunnel da 70 centimetri, che favorisce una maggiore accoglienza del paziente.

Il presidio, grazie ai fondi del Lascito Mariani, è stato dotato di un’ulteriore risonanza magnetica 1,5 tesla Magnetom Sola, completa di software cardiologico e cerebrale avanzato oltre a bobina dedicata per imaging mammario predisposta per biopsia. Nei mesi precedenti erano già stati installati un acceleratore lineare per la Radiologia e una Tac 64 strati per il Pronto Soccorso.


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