nel botto finisce ko anche Bezzecchi

Una prima curva da incubo cambia i connotati al Gran Premio d’Ungheria, trasformando la domenica sul circuito del Balaton Park in un teatro di colpi di scena drammatici e traguardi leggendari. Il verdetto della pista incorona Marc Marquez, che centra la sua centesima vittoria in carriera nel Motomondiale (la numero 74 in top-class), ma la copertina del giorno è inevitabilmente divisa a metà con il clamoroso ed inspiegabile errore di Jorge Martin.
Se la Sprint del sabato era filata via liscia senza scossoni, la gara domenicale ha offerto uno scenario completamente opposto già dopo pochi metri dallo spegnimento dei semafori. Il sapore dell’asfalto ungherese si è rivelato amarissimo per il poleman e per gran parte della pattuglia Aprilia.
Alla prima curva – un imbuto reso ancora più insidioso da un calo di grip ampiamente segnalato dai piloti sin dalle prime prove del venerdì – Jorge Martin ha commesso una sorta di harakiri agonistico. Lo spagnolo della casa di Noale è stato protagonista di una “non-staccata” talmente violenta, sconsiderata e fuori tempo da far persino ipotizzare, in un primo momento, un possibile guasto tecnico sulla sua moto.
La dinamica è stata devastante: Martin è andato dritto come un proiettile, innescando una carambola impressionante che ha letteralmente abbattuto il suo compagno di squadra e leader del mondiale Marco Bezzecchi. Nel domino impazzito sono rimasti inevitabilmente coinvolti e stesi anche Fabio Di Giannantonio, Fermin Aldeguer e Raul Fernandez. Un disastro totale per la casa veneta che ha visto svanire i propri sogni di gloria in una frazione di secondo.
Fortunatamente, l’impatto multiplo non ha causato conseguenze drammatiche per la salute dei piloti. I successivi esami strumentali effettuati al centro medico hanno infatti escluso fratture, evidenziando soltanto forti contusioni: alla schiena e al piede destro per Martin, alla gamba e alla mano destra per lo sfortunato Bezzecchi. Di Giannantonio, rimasto miracolosamente indenne da lesioni, è persino riuscito a ripartire dal fondo, chiudendo in dodicesima posizione.
Dalla tempesta di curva 1 sono scappati via, intatti e padroni del proprio destino, i tre scattati dalla prima fila: Marc Marquez, Pedro Acosta e Francesco Bagnaia. Davanti a loro si è spalancata una prateria che ha permesso di scavare un solco incolmabile sul resto del gruppo, rimasto imbottigliato o attardato dal caos iniziale.
Per Marc Marquez si tratta di un trionfo dal peso specifico immenso: non era mai salito sul podio di domenica in questa stagione, e l’ha fatto nel modo più memorabile possibile. Con questa cavalcata solitaria, l’asso della Ducati entra nel club più esclusivo della storia delle due ruote, diventando il terzo pilota di sempre a raggiungere le 100 vittorie nel Motomondiale, mettendosi a caccia di mostri sacri come Valentino Rossi (115) e Giacomo Agostini (123).
Alle sue spalle, staccato di 1.3 secondi, ha chiuso un solidissimo Pedro Acosta su Ktm, al suo terzo podio stagionale, mentre Francesco Bagnaia ha gestito la sua Ducati portando a casa un prezioso terzo posto in ottica campionato, seppur staccato di oltre 11 secondi dal compagno di marca. Più staccati gli “eredi” scampati alla carambola: la top 5 viene completata dall’Aprilia superstite di Ai Ogura e da un sorprendente Luca Marini su Honda.
Nonostante lo zero forzato a causa del compagno di marca, Marco Bezzecchi resta leader del Mondiale con 180 punti. Jorge Martin manca il sorpasso e resta inchiodato a quota 160, tallonato da vicino da Fabio Di Giannantonio (138), Pedro Acosta (132) e da un Marc Marquez che, con il bottino pieno del weekend, sale a 108 punti rilanciando le proprie quotazioni iridate.
Source link




