Abruzzo

Cure fuori regione per minori autistici, Asperger Abruzzo denuncia ostacoli al rientro: segnalazioni anche nel Chietino


Nuove segnalazioni da parte di famiglie della provincia di Chieti che hanno figli con disturbi dello spettro autistico o problemi del neurosviluppo in cura fuori regione. A renderlo noto è l’associazione Asperger Abruzzo Aps, che denuncia presunte difficoltà nell’avvio delle procedure necessarie per consentire il rientro dei minori nel sistema riabilitativo abruzzese.

Secondo quanto riferito dall’associazione, uno degli episodi più recenti si sarebbe verificato a San Salvo. Una famiglia si sarebbe presentata al Punto unico di accesso (Pua) con la documentazione prescritta dal medico curante per avviare il percorso amministrativo previsto. In precedenza, riferisce Asperger Abruzzo, alla madre sarebbe stato comunicato telefonicamente di non presentare l’Allegato 2 necessario alla pratica.

La presidente dell’associazione, Marie Helene Benedetti, ha spiegato di aver accompagnato personalmente la famiglia al Pua di San Salvo. Sempre secondo il racconto dell’associazione, inizialmente la pratica non sarebbe stata accettata perché il minore risultava già seguito da una struttura fuori regione. La documentazione sarebbe stata acquisita soltanto dopo un confronto con il personale.

L’associazione riferisce inoltre che il minore è stato successivamente sottoposto a valutazione Uvm con la neuropsichiatra del distretto Asl competente ma che, al momento, la famiglia non avrebbe ricevuto alcun documento scritto sull’esito della valutazione.

Sempre secondo quanto riportato da Asperger Abruzzo, alla famiglia sarebbe stato comunicato verbalmente che per ottenere una nuova valutazione sarebbe stato necessario interrompere preventivamente il percorso terapeutico fuori regione e chiedere l’inserimento nelle liste d’attesa abruzzesi, senza garanzie sui tempi di accesso alle cure.

Per l’associazione si tratta di una situazione che rischia di creare ulteriore incertezza e disagio per le famiglie coinvolte. Asperger Abruzzo sostiene inoltre che, dopo l’annullamento della delibera Asl numero 1458 del 20 ottobre 2022, siano tornate criticità che negli anni scorsi erano state più volte segnalate dalle famiglie.

La delibera, ricorda l’associazione, consentiva di richiedere il trasferimento in strutture riabilitative regionali dopo un periodo di presa in carico fuori regione.

Secondo Asperger Abruzzo, le conseguenze sarebbero rilevanti sia per le famiglie sia per il sistema sanitario regionale, con il rischio di mantenere i minori in percorsi terapeutici lontani dall’Abruzzo anche quando i genitori vorrebbero trasferire la presa in carico sul territorio regionale.

Per questo motivo l’associazione ha comunicato di aver segnalato formalmente la situazione alla direzione della Neuropsichiatria della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e alla direzione amministrativa aziendale. La questione è stata inoltre portata all’attenzione del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale e dell’assessora regionale alla Salute Nicoletta Verì, con la quale sarebbe previsto un confronto nei prossimi giorni.

Tra le richieste avanzate dall’associazione figurano il ripristino della delibera Asl 1458 del 2022, il corretto utilizzo delle procedure di acquisizione degli Allegati 2 nei Pua della provincia di Chieti, il rilascio delle valutazioni Uvm e una maggiore chiarezza nelle informazioni fornite alle famiglie.

«Le famiglie hanno già pagato un prezzo troppo alto per riconquistare diritti che oggi rischiano nuovamente di essere compromessi», afferma la presidente Marie Helene Benedetti.


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