Scienza e tecnologia

giochi amatissimi, vendite in forte calo

Le produzioni first-party di PlayStation restano uno dei pilastri dell’identità Sony, ma i numeri degli ultimi anni mostrano una tendenza tutt’altro che trascurabile.

Secondo i dati pubblicati dalla stessa compagnia e raccolti da Game File, le vendite dei giochi sviluppati o pubblicati internamente da Sony sono infatti in calo rispetto al picco registrato nell’anno fiscale 2020.

In quel periodo, compreso tra aprile 2020 e marzo 2021, Sony aveva venduto 58,4 milioni di copie dei suoi titoli first-party. Un risultato molto forte, favorito anche da un contesto particolare: il lancio di PlayStation 5, la piena attività commerciale di PlayStation 4, la retrocompatibilità tra le due generazioni e l’aumento generale dei consumi videoludici durante i lockdown legati alla pandemia.

Calo delle vendite first-party

Da allora, però, la situazione è cambiata in modo evidente. Le vendite first-party di PlayStation sono progressivamente diminuite negli anni successivi, fino a toccare quota 28,9 milioni di copie nell’anno fiscale 2024. Nell’anno fiscale 2025, conclusosi a marzo 2026, c’è stata una ripresa a 32,1 milioni di copie, ma il dato resta comunque molto lontano dai livelli raggiunti nel 2020.

Il punto non è secondario, soprattutto considerando quanto Sony abbia costruito la forza del marchio PlayStation attorno alle sue grandi produzioni interne. Serie come The Last of Us, God of War, Horizon, Marvel’s Spider-Man e Ghost of Tsushima sono state a lungo considerate un motivo concreto per acquistare una console PlayStation, un po’ come accade con Nintendo e le sue IP storiche.

Perché il mercato è cambiato

Il mercato attuale, però, è molto diverso da quello di qualche anno fa. I giochi tripla A richiedono tempi di sviluppo sempre più lunghi, budget più alti e campagne marketing imponenti. Di conseguenza, ogni grande uscita pesa molto di più sulla programmazione complessiva di Sony e lascia meno margine d’errore. Quando il calendario first-party rallenta o alcuni progetti non ottengono i risultati sperati, l’impatto sui numeri diventa inevitabile.

Naturalemente, i dati non raccontano da soli tutta la storia. Il 2020 è stato un anno eccezionale sotto molti punti di vista e difficilmente replicabile. Allo stesso tempo, però, il fatto che le vendite first-party siano oggi poco sopra la metà del picco di quella fase apre una riflessione interessante sullo stato dell’attuale generazione.


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