Toscana

Santa Mama muore :: Segnalazione a Arezzo

















Il borgo di Santa Mama, comune di Subbiano, è agli ultimi respiri. Il ristorante Isamì è chiuso da lunghi anni, non esiste un bar, neppure un tabaccaio, nemmeno un’edicola. Di negozio alimentari neppure l’ombra. La stessa stazione ferroviaria (vedi foto) è sprovvista di macchinetta per biglietti treno, obbligando a salire sullo stesso non munito del tagliando di viaggio. La chiesa di San Mamante, santo di origine bizantina da cui deriva il nome “Santa Mama” e già documentata nel 1072, risulta da anni “corredata” da ponteggi. Per la popolazione, poco oltre le cento unità, manca un’attrazione come la più povera forma di vita. Se non prende atto di questo il comune di Subbiano la frazione Santa Mama viene percepita come “borgo morto”: popolazione bassissima data da circa 115–130 abitanti totali, età media alta con molti anziani e pochissime famiglie giovani. Servizi quasi assenti correlata a niente negozi, niente bar, niente attività commerciali stabili. Zero crescita urbanistica con nessuna nuova costruzione e pochissime ristrutturazioni. Case vuote o seconde case: molte abitazioni sono chiuse per gran parte dell’anno. Lo spopolamento continuo, la mancanza di giovani e bambini, nessuna prospettiva di sviluppo hanno indotto alla dipendenza totale da Subbiano per tutto (scuole, spesa, servizi, trasporti). Non lasciar morire chi di vera vita ne può dare. Alò Alò Subbiano: permetti che il borgo sia ancora conosciuto con la B maiuscola.














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