Marche

«Sei nero, non puoi essere carabiniere». E poi sputi, pugni e minacce di morte, senigalliese patteggia in tribunale


SENIGALLIA – Bevono troppo, litigano tra loro e poi aggrediscono i carabinieri, tra calci, pugni, sputi, minacce di morte e anche ingiurie. Nel mirino era soprattutto finito un militare di colore: «Non sei carabiniere, sei un nero immigrato». Il caos scatenatosi il 30 novembre del 2024 in via Umberto Giordano ha portato in tribunale una (ormai) ex coppia: un senigalliese di 59 anni e una romena di 38.

I filoni

La donna, difesa dall’avvocato Edoardo Massari, ha richiesto di procedere con la messa alla prova con un percorso di volontariato alla Caritas.

La posizione del co-imputato, assistito dal legale Corrado Canafoglia, è stata invece definita davanti al giudice Paola Moscaroli. Il tenore del patteggiamento concordato con la procura: un anno e sei mesi, pena sospesa. Per quanto riguarda le accuse, entrambi gli imputati devono rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e lesioni personali, considerando che avevano spedito all’ospedale due carabinieri. La prognosi era stata di dieci giorni ciascuno.

Il 59enne ha patteggiato anche per i reati di guida in stato d’ebbrezza (2,17 g/l il tasso rilevato al momento del controllo) e danneggiamento, poiché aveva causato la rottura degli occhiali di un brigadiere e preso a calci la portiera della Volante del Commissariato, intervenuta a supporto dei colleghi dell’Arma per sedare una situazione che si era fatta incandescente.

Il controllo agli imputati era scattato quando i due erano fermi con l’auto poco distanti dall’imbocco del casello autostradale. Considerando lo stato di ebbrezza, si erano scagliati contro i militari, tra sputi, minacce, calci e pugni. «Ammazzo voi e tutta la vostra famiglia», «siete tutti dei razzisti» le frase contestate dalla procura. E poi, al militare di origine nordafricana: «Sei un immigrato di m…». Il controllo era finito con una sfilza dei denunce a carico dei due imputati.




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