Marche

«Mattarella ha letto il libro di Andrea. Gli è piaciuto e lo tiene sul comodino». Il Quirinale chiama Giorgetti, scrittore con la sclerosi multipla


GAGLIOLE «Ancora stento a crederci, sono molto emozionato». Parte da qui il racconto di Andrea Giorgetti, 52 anni, di Gagliole, piccolo comune di circa 500 abitanti, autore del libro Il Faro, prodotto da La poderosa di Fermo. Una frase semplice che contiene tutta la portata di una storia che in pochi giorni è diventata incredibile. Perché quella che sembra una normale giornata come tante si trasforma, all’improvviso, in qualcosa che somiglia ad un cortocircuito emotivo. Tutto parte da lontano, da un incontro avvenuto il 25 aprile a San Severino. È lì che Giorgetti consegna nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il suo libro. Un gesto, una stretta di mano e la sensazione che tutto finisca lì. Invece no. Passa qualche giorno e accade l’impossibile.

  

Il racconto

Una chiamata da un numero con prefisso 06 arriva al fratello dell’autore. Nessuna risposta immediata, così come alle altre telefonate. Poi un’e-mail ufficiale: mittente riconducibile alla Presidenza della Repubblica, con l’indicazione di ricontattare un numero preciso.

Da lì si apre il varco istituzionale, quello che porta alla conferma: la segreteria del Quirinale sta cercando Andrea Giorgetti per trasmettere un messaggio personale del Presidente.

Il fratello di Andrea richiama e l’addetto alla segreteria del Quirinale gli dice: «Stiamo chiamando per desiderio del presidente della Repubblica».

E poi la notizia che spiazza: «Mattarella ha letto Il Faro, lo ha apprezzato profondamente e lo tiene sul comodino, accanto al letto». Un dettaglio che, da solo, basta a cambiare il peso della vicenda. Per chi scrive, sapere che le proprie pagine entrano nella quotidianità privata del Capo dello Stato significa attraversare una soglia che raramente si immagina possibile. Andrea Giorgetti lo ripete senza cercare enfasi: è incredulo, emozionato, quasi spiazzato.

«Non capita tutti i giorni», dice, mentre prova ancora a mettere ordine in una sequenza che sembra più grande di lui. E poi l’immagine che resta: un libro che, partito da una storia personale segnata dalla sua sclerosi multipla e dalla necessità di trasformare la fragilità in racconto, finisce sul comodino del presidente Mattarella. Una traiettoria inattesa, costruita passo dopo passo, nata da un’idea diventata progetto, poi scrittura, poi testimonianza. E adesso, anche riconoscimento. «Il cuore batte forte», confida Andrea quando prova a restituire la sensazione di quella chiamata arrivata al fratello. E in queste parole c’è il senso di tutto: lo stupore, la gratitudine, la difficoltà stessa di crederci davvero.




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