Umbria

Sanità, liste d’attesa: miglioramenti marcati, ma l’Umbria resta in bassa classifica

In Umbria migliora il rispetto dei tempi prescritti sia per le prime visite che per gli accertamenti diagnostici. Lo rileva Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che venerdì ha fornito un aggiornamento al primo quadrimestre del 2026 sulla liste d’attesa. Tuttavia, restano rilevanti criticità, come evidenziano le tabelle con cui Agenas confronta le perfomance dei sistemi sanitari ragionali.

Nel dettaglio, il confronto tra gennaio e aprile scorso e lo stesso periodo del 2025 consegna un incremento del rispetto dei tempi di risposta delle prime visite in Umbria, passato dal 57,1 per cento al 63,1 per cento. Lo standard regionale però è molto al di sotto di quello medio nazionale, salito dal 76,1 per cento al 78,7 per cento. Peggio dell’Umbria fanno soltanto Puglia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento.

Spulciando la piattaforma di Agenas si apprende, però, che in Umbria una quota pari al 72,7 per cento delle prime visite “urgenti”, che rappresentano il 3,1 per cento del totale, viene effettivamente eseguita entro i 3 giorni. Più alta la quota di prime viste “brevi” evase entro i tempi, nonostante sia così classificate quasi una ogni tre: entro la soglia prevista dei 10 giorni ne viene eseguito il 75,3 per cento. La peggiore perfomance per l’Umbria arriva con le prime visite “differite”, che sono anche le più numerose, rappresentando il 55,5 per cento del totale, e quindi pesano molto sul risultato umbro: di queste entro i 30 giorni stabiliti dalla legge se ne riesce a onorare appena il 53,2 per cento. La perfomance migliore, infine, arriva con le “programmate”, da eseguire in 120 giorni, che incidono per il 12,2 sul totale: entro la soglia temporale previste ne vengono infatti effettuate il 75,5 per cento.

A livello generale, poi, migliora anche la performance degli esami diagnostici, nell’ambito dei quali il rispetto dei tempi indicati nella prescrizione è passato da una quota del 53,4 per cento al 62,8 per cento. Anche in questo caso la media italiana, definita sulla scorta delle prestazioni dei vari sistemi regionali, è decisamente migliore di quella umbra, passando dall’83 per cento del primo quadrimestre dello scorso anno all’84,7 per cento di quello appena archiviato. In questo caso, peraltro, il sistema sanitario umbro realizza la peggiore performance del paese.

Approfondendo su questo fronte si apprende che gli accertamenti diagnostici “urgenti” con prima disponibilità proposta entro 3 giorni, quindi rispettando la soglia temporale prevista, sono il 63,6 per cento. Appena inferiore la capacità di risposta del sistema sanitario umbro per gli esami classificati come “brevi, che rappresentano il 38,9 per cento del totale: in questo caso entro i 10 giorni stabiliti dalla legge ne viene evaso il 62 per cento. Dalla diagnostica la migliore performance arriva con gli accertamenti “differiti”, che in questo caso sono a 60 giorni e rappresentano una quota del 46,4 per cento del totale: per questi esami la sanità umbra riesce a rispettare i tempi nel 66,4 per cento dei casi. Infine, la peggiore performance la consegna la diagnostica “programmata” a 120 giorni, che pesa per il 12,7 per cento degli esami: su questo fronte la soglia temporale di legge è rispettata nel 51,5 per cento dei casi.

A commentare i dati di Agenas è stata la presidente Stefania Proietti, secondo cui la rilevazione della «Piattaforma nazionale liste di attesa certifica in modo inequivocabile lo sforzo serio e trasparente che questa amministrazione regionale sta portando avanti» senza nascondere «la consapevolezza che la strada da compiere sia ancora lunga e le sacche di criticità ancora da eliminare». In particolare, poi, Proietti ha voluto sottolineare alcuni indicatori: «L’Umbria è una delle Regioni più virtuose per l’appropriatezza delle prescrizioni in classe P (programmata), limitata appena al 13,5 per cento, segno che i nostri medici di medicina generale e specialisti lavorano con estremo rigore ed etica professionale; le prestazioni per esami salvavita e visite specialistiche mostrano punti di forza diffusi in ogni distretto territoriale; e la visita oncologica ora garantisce la propria erogazione nel 98,4 per cento dei casi entro le scadenze cliniche previste, anche grazie all’avvio da noi voluto dei Ppdta (Percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali) specifici che mancavano totalmente nella nostra regione».

A commentare i dati sono anche i partiti di maggioranza che sostengono Proietti, secondo i quali «l’Umbria sta andando nella direzione giusta». «Sono numeri – spiegano – che confermano che il lavoro avviato dalla nuova amministrazione regionale sta producendo risultati concreti». I partiti chiedono poi «un investimento serio e strutturale sul Servizio sanitario nazionale, che il Governo Meloni ha progressivamente indebolito».

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