Trasporto pubblico, nuovi servizi flessibili a chiamata. Ceroni (Steat): «Bene, complementari a quelli di linea. Risposte più puntuali ai cittadini»
L’ANALISI del presidente della Steat, Remigio Ceroni a seguito delll’approvazione da parte della giunta Acquaroli, per il Trasporto pubblico locale, dei nuovi servizi flessibili a chiamata: «Come Steat siamo disponibili ad avviare un confronto operativo con gli enti competenti per individuare eventuali ambiti di sperimentazione nel nostro territorio»
«Guardiamo con favore all’introduzione sperimentale dei servizi a chiamata nel trasporto pubblico locale regionale. È una scelta che va nella direzione giusta, perché consente di affrontare con strumenti più flessibili un tema che conosciamo bene: servire territori, quartieri, frazioni e fasce orarie dove la domanda non sempre giustifica una linea tradizionale, ma dove il diritto alla mobilità deve comunque essere garantito». A parlare è il presidente della Steat, Remigio Ceroni. Lo spunto di riflessione è dato dalla notizia, arrivata dalla Regione, in merito all’approvazione da parte della giunta Acquaroli, per il Trasporto pubblico locale, proprio dei nuovi servizi flessibili a chiamata.
«Riteniamo che il trasporto a chiamata – specifica, però, Remigio Ceroni, contattato dalla redazione di Cronache Fermane – non debba essere inteso come una sostituzione indiscriminata del servizio di linea, né come una forma mascherata di taxi o noleggio con conducente. Deve essere, invece, uno strumento complementare al Tpl ordinario, utile per aumentare l’efficienza, ridurre percorrenze poco utilizzate e dare una risposta più puntuale ai cittadini, soprattutto nelle aree meno servite o nei momenti della giornata in cui la domanda è più debole. Per questo riteniamo positiva la decisione della Regione Marche di definire indirizzi chiari per l’attivazione di questi servizi. La sperimentazione è il metodo corretto: si parte, su misura, si verificano i risultati e poi si decide come proseguire. Serviranno sicuramente strumenti di prenotazione accessibili ed un monitoraggio serio dei dati: prenotazioni, passeggeri trasportati, costi, ricavi e reale utilità del servizio. Come Steat siamo disponibili ad avviare un confronto operativo con gli enti competenti per individuare eventuali ambiti di sperimentazione nel nostro territorio».
Nei giorni scorsi, si diceva, la giunta regionale ha approvato una delibera che introduce servizi flessibili a chiamata, pensati per rispondere alle esigenze di mobilità delle aree a domanda debole, dei piccoli centri e delle zone interne. Si tratta di servizi che potranno essere attivati dagli enti concedenti del Tpl nell’ambito della propria autonomia organizzativa, sulla base delle specifiche esigenze dei territori e della domanda di mobilità locale. Le modalità operative potranno prevedere collegamenti a prenotazione, percorsi variabili, fermate dedicate e orari modulati in funzione delle richieste degli utenti, con l’obiettivo di garantire una maggiore capillarità del servizio e un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.
«Il trasporto pubblico locale rappresenta una priorità strategica per la Regione Marche – le dichiarazioni dell’assessore regionale al trasporto pubblico locale, Francesco Baldelli –. Stiamo portando avanti un piano concreto di investimenti che punta a rendere il servizio sempre più moderno, efficiente e sostenibile. Con il traporto a chiamata introduciamo un servizio innovativo, sicuro e capace di rispondere alle nuove esigenze dei marchigiani che viaggiano per lavoro, per studio o per raggiungere i centri di servizi. Iniziamo con una sperimentazione negli ambiti urbani per rendere flessibili i collegamenti da e verso quartieri dove il cittadino verrà messo al centro del servizio proponendo destinazione e orari. Poi sarà il momento dei nostri territori interni che vogliamo valorizzare con il diritto alla mobilità».
I collegamenti saranno finalizzati a favorire il raggiungimento dei principali poli scolastici, sanitari, amministrativi, commerciali e turistici, oltre che dei nodi di interscambio con i servizi ferroviari e le linee di trasporto pubblico tradizionali, in un’ottica di intermodalità.
L’accesso ai servizi avverrà attraverso sistemi di prenotazione semplici e accessibili, che potranno includere piattaforme digitali, applicazioni dedicate, contatti telefonici o altri strumenti individuati dagli enti gestori, così da garantire la massima fruibilità anche alle fasce di utenza meno digitalizzate.
Per quanto riguarda le tariffe, i servizi saranno integrati nel sistema tariffario del trasporto pubblico locale e potranno prevedere l’applicazione dei titoli di viaggio ordinari già in vigore o specifiche modalità tariffarie definite dagli enti competenti, nel rispetto della normativa regionale e dei contratti di servizio.
L’azione della Regione si inserisce in una visione complessiva di sviluppo infrastrutturale e di evoluzione della mobilità, con particolare attenzione alla sostenibilità, sociale, economica e ambientale.
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