Cultura

Jay-Jay Johanson – Live @ Arci Bellezza (Milano, 27/05/2026)

Credit: Fabio Campetti

Altro gradito ritorno, questa volta in full band, è quella del crooner per eccellenza Jay-Jay Johanson, immenso autore svedese, con una carriera importante, magari non per platee, come dire, numericamente elevate, ma sempre sul pezzo, pubblicazione dopo pubblicazione, senza compromessi e all’insegna della qualità.

Passò proprio da Milano, un paio d’anni orsono, per uno showcase elettro-acustico, ritorna, invece, a questo giro, con, appunto, band al completo.

57 anni in questo 2026 e gran parte di questi passati a divulgare cultura, con canzoni scritte con enorme talento, sempre arrangiate e prodotte in maniera sopraffina. Come spesso capita, risulta sconosciuto ai più, o comunque sempre nella cerchia di una certa bolla underground, nonostante una fruibilità popolare.

Voce calda e particolare al servizio dì filastrocche, dí racconti quotidiani, osservazioni di una vita sentimentale da saliscendi e quelle melodie fuori dal tempo, classiche e aristocratiche.

Non sbaglia mai un disco, un arrangiamento, e anche l’ultimo in ordine cronologico “Backstage” non è altro che l’ennesimo tassello di una carriera inattaccabile.

Per questo nuovo tour, che tocca anche Milano, in alcune delle date precedenti ha celebrato “Whisky” seguendo la tracklist in successione, questo perché rincorre il trentennale del suo esordio.

Non è il caso di questo passaggio al Bellezza, dove opta per una sorta di riassunto, all’interno del quale svettano comunque diversi episodi dal folgorante esordio, debutto clamoroso ai tempi, che ancora oggi, invecchiando benissimo, conserva veri e propri evergreen di genere.

Formazione a tre, con un drumming elegante di matrice jazzy, pianoforte, Fender rhodes per un sound molto curato, classico, che rispecchia la raffinatezza delle soluzioni in sede produttiva.

Una setlist molto ricca, una ventina di brani, selezionati a macchia di leopardo, in un repertorio sterminato. E’ corretto non farsi troppe domande, verissimo, però, a volte, è anche lecito farsele, sul perché un artista così bravo sia dono per pochi, rimane un mistero.

Vorrei citare qualche canzone a caso, anche perché sono tutte sognanti, delle gemme pop, da “Smoke” passando per “She doesn’t live me anymore”, o alla sempre bellissima “So tell the girls that i’m back in town”, ma potrei citarle tutte. La parola riempitivo qui non è di casa.

Concerto che si chiude in sottofondo con la stravolta cover di “My Way” di Sid Vicious e Jay-Jay che scende in platea e abbraccia tutti, come si fa a non volergli bene?

Fuoriclasse.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »