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Non solo Liz Taylor: le cinque dive con le collezioni di gioielli più preziose, sfarzose e stravaganti

I gioielli erano parte integrante dell’immagine della cantante, ammiratissima non solo per le eccezionali doti canore ma anche per lo stile raffinato. Una grossa parte della collezione della Divina, come veniva chiamata dai fan, le era stata donata dal primo marito, l’imprenditore italiano Giovanni Battista Meneghini. Che, quando interpretò La Traviata, messa in scena alla Scala nel 1955 da Luchino Visconti, le offrì per esempio una parure in oro, diamanti e smeraldi mentre per la performance in Medea del 1953, la sorprese con un altro set, opera del milanese Faraone. Come ha raccontato al New York Times Stefano Papi, autore di 20th-Century Jewelry & the Icons of Style, Maria Callas amava indossare creazioni d’alta gioielleria anche sul palcoscenico, al posto dei bijoux di scena.

Maria Callas alla prima di Waterloo all'Opera di Parigi nel 1970.

Maria Callas alla prima di Waterloo all’Opera di Parigi nel 1970.

Alain Dejean/Getty Images

Quando la sua carriera iniziò a decollare, così fece anche la sua collezione di preziosi, che includeva creazioni firmate Harry Winston e Cartier. Nel 1959, quando sposò l’armatore greco Aristotle Onassis, il suo portagioie si espanse ulteriormente e accolse numerose creazioni firmate Van Cleef & Arples. Tra i pezzi speciali commissionati al brand francese, la spilla Cinq Feuilles in platino con sei grandi rubini birmani e diamanti, tra le gemme che amava di più insieme, naturalmente, alle perle.


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