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2-0 a Verona e ritorno in Champions. È il capolavoro di Gasperini

La Roma vince 2-0 a Verona nell’ultima giornata di campionato, portando a casa una partita, solo sulla carta facile, che si è dimostrata tostissima e che fa sua nel secondo tempo.

Grazie anche ai risultati delle altre contendenti, finisce il campionato 2025-2026 al terzo posto e il prossimo anno giocherà la Champions League.

Gasperini, per questa partita decisiva, deve fare a meno di Wesley, squalificato, e Ndicka, infortunato, ma recupera Koné, che va in panchina, e schiera il tridente pesante. La Roma si schiera per la 38ª e ultima volta con Svilar in porta; Mancini, Ghilardi ed Hermoso in difesa; Celik, Cristante, Pisilli e Rensch a centrocampo; Dybala e Soulé a ridosso di Malen.

Il Verona parte benissimo e, dopo 23 secondi, potrebbe andare in gol con un buco difensivo della Roma, ma Svilar è attento sul tiro, non irresistibile, dell’attaccante Bowie.

Il Verona gioca meglio, sembra più pimpante e riparte velocissimo, con la difesa giallorossa in difficoltà e non coperta bene dal centrocampo.

Pian piano, con il passare dei minuti, la Roma prende in mano la partita e comincia a spingere, affidandosi a un ispirato Dybala e al sempre pericoloso Malen.

Al 12′, dopo un’azione prolungata della Roma, Ghilardi serve Cristante che tira di prima intenzione e sfiora il gol.

Il Verona si chiude a riccio, con tutti gli undici calciatori nella propria metà campo, e la Roma cerca di far girare la palla per trovare l’imbucata giusta, l’occasione giusta per andare in vantaggio. Passano così altri minuti, ma la squadra giallorossa, malgrado l’89% di possesso palla e le magie di Dybala, non trova il gol.

Al 31′ miracolo del portiere veronese Montipò su una magistrale punizione di Dybala. Sul seguente angolo si sviluppa un’azione che porta sempre il numero 21 argentino a servire Ghilardi in area, ma il tiro del difensore va alle stelle.

Al 38′ si riaffaccia il Verona in attacco, ma il tiro da fuori area di Suslov è ben parato da Svilar.

Un minuto dopo, Svilar compie il suo miracolo giornaliero, parando in uscita bassa un tiro a tu per tu di Bowie, lasciato colpevolmente solo da Ghilardi.

Al 40′ Pisilli, di testa, manda fuori di poco, servito da Malen. Al 46′ l’arbitro fischia la fine della prima frazione di gioco, molto, molto difficile per la Roma, che ha controllato il gioco per quasi tutto il primo tempo ma alla fine l’occasione migliore è stata del Verona.

Al rientro in campo, la Roma sostituisce il confuso Ghilardi con Ziolkowski e lo stanco Pisilli con El Aynaoui.

Foto As Roma

Al 49′ ripartenza micidiale di El Aynaoui: palla a Dybala, che dribbla tutti ma, al limite dell’area, viene messo giù da Valentini che, oltre alla punizione, si becca il secondo giallo e viene espulso.

La Roma è in superiorità numerica. La punizione la batte Soulé e Montipò fa un altro miracolo, mandando la palla via dall’incrocio dei pali.

Sul calcio d’angolo, spizzata di Ziolkowski e il giocatore del Verona Bowie la tocca chiaramente con la mano, ma l’arbitro non se ne accorge. Poi il VAR lo richiama e assegna il calcio di rigore.

Va a battere Malen, ma il portiere lo ribatte. Arriva Dybala di lato, che serve lo stesso centravanti olandese che, da solo, insacca. La Roma è in vantaggio 1-0. Durante i festeggiamenti arriva la notizia che il Milan sta perdendo in casa contro il Cagliari e, al 59′, la Roma sarebbe addirittura terza.

Foto As Roma

Il Verona sostituisce Suslov e Lovric con Al Musrati e Bella-Kotchap.

Al 60′ Soulé rischia di chiudere la partita con un bel tiro angolato, ma Montipò risponde di nuovo alla grande.

La Roma, in vantaggio di un gol e di un uomo, ritira un po’ il suo raggio d’azione e il Verona, che non ci sta, si fa spavaldo cercando il pareggio.

Al 65′ Malen fa partire un gran contropiede con Rensch tutto solo ma, davanti al portiere avversario, passa al libero Dybala che tira a botta sicura, ma Montipò si supera di nuovo.

Ora è la Roma che cerca di controllare la partita e di ripartire in contropiede, mentre il Verona, malgrado l’inferiorità numerica, fa entrare anche una seconda punta per cercare il pareggio.

Gasperini cambia l’assetto della Roma facendo entrare El Shaarawy per Soulé ma, soprattutto, Koné per Ziolkowski, che era entrato all’inizio del secondo tempo ma era stato appena ammonito, passando a una difesa a quattro con Mancini ed Hermoso centrali, aiutati da Cristante in fase di impostazione dell’azione.

Al 76′ Malen fa partire un bel contropiede in tandem con Dybala, ma lo stesso numero 14 giallorosso non riesce a trovare lo spazio per raddoppiare.

All’83’ entra Robinho Vaz per un Malen stanchissimo, mentre il Verona fa entrare una terza punta per cercare il pareggio.

Negli ultimi minuti è chiaro che la Roma ha il classico “braccetto” di chi ha paura di vincere e cerca di far passare il tempo, mentre il Verona, indomito, si butta avanti alla ricerca del gol.

Nei minuti di recupero la tensione è altissima. La Roma spazza tutti i palloni che arrivano nell’area giallorossa e, al 93′, all’ennesima palla in avanti, parte il contropiede: Dybala va solo davanti al portiere ma serve di tacco El Shaarawy che, con un cucchiaio meraviglioso, segna il secondo gol della Roma nella più bella delle favole possibili. Proprio lui, che lascerà la squadra dopo questa partita e che le regala, con il suo ultimo gol, il terzo posto e la Champions League.

Foto As Roma

Al 95′ arriva il fischio finale che sancisce la vittoria della Roma, la conquista del terzo posto in classifica finale con 73 punti e l’entrata in Champions League per il prossimo anno, dopo quasi dieci stagioni.

Partita tosta, tostissima, soprattutto per la posta in palio. Primo tempo dove la Roma ha avuto sempre il pallino del gioco in mano e solo grazie a Svilar non va sotto: parata del portiere che vale 50 milioni di euro, praticamente.

Nel secondo tempo la Roma spinge di più e va in vantaggio, ma anche lì con sofferenza, e poi arriva la favola finale con il raddoppio del Faraone.

Migliore in campo per la Roma Dybala, senza dubbio, ma Svilar, Mancini, Malen ed El Shaarawy meritano una menzione d’onore. Ghilardi forse il peggiore della Roma.

Il 10 in pagella lo merita soprattutto mister Gasperini, l’unico nella Roma che ci ha sempre creduto, anche quando lo stesso Ranieri parlava di anno di transizione.

Il gol di Gatti del 3-3 contro la Juve poteva essere un macigno sulle velleità da quarto posto della Roma e invece lui ci ha sempre creduto.

Le polemiche con l’addio di Ranieri avrebbero dovuto destabilizzare l’ambiente e rendere vano ogni tentativo di arrivare a questo storico traguardo e invece il condottiero giallorosso ci ha sempre creduto: credeva nelle possibilità dei suoi ragazzi e nel fatto che le altre squadre contendenti non avrebbero tenuto il ritmo della Roma.

Al primo anno, questo allenatore, non certo simpatico ai tifosi romanisti al momento del suo arrivo, ha portato la Roma al miglior piazzamento degli ultimi anni e farà sì che il prossimo anno, quando si vedrà la Roma, si sentirà la musica della Champions League.

La squadra e i tifosi si devono godere la gioia di questo fantastico traguardo.

Ora è la società che deve dimostrare di essere all’altezza. Vedremo come si muoverà nella fase di mercato e di organizzazione societaria perché, ora che si è entrati nell’Europa che conta, bisogna attrezzare la squadra in maniera adeguata.

La Roma e i suoi tifosi meritano questo traguardo e allora godiamocelo tutto.

Bello finire la stagione così.

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