Società

Studenti aggrediscono docenti, la Lega attacca: “Fallimento educativo, ma la colpa è dei genitori. Sono minorenni? Io ritirerei la patente per tre mesi ai genitori. Poi si vede”

Due docenti aggrediti da un gruppo di studenti fuori da un istituto scolastico di Parma. Le immagini dell’episodio, ancora prive di una data certa, hanno fatto rapidamente il giro della cronaca nazionale.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione è avvenuta al termine delle lezioni, quando un numero non precisato di ragazzi ha circondato i due insegnanti colpendoli.

A commentare l’accaduto è Armando Siri, responsabile dei dipartimenti della Lega, attraverso una nota ufficiale. Il tono è duro e l’analisi sposta il baricentro dal fatto in sé al contesto familiare. “Le immagini che arrivano da Parma sono sconcertanti: due docenti aggrediti da una gang di studenti all’uscita dall’istituto scolastico. Un episodio gravissimo, che evidenzia il fallimento educativo di una generazione. Ma non quella dei ragazzi: quella dei genitori”, scrive Siri.

Secondo l’esponente del Carroccio, il nodo è l’assenza di una funzione genitoriale consapevole. “Padri e madri – prosegue – hanno abdicato al ruolo non solo di educatori, ma di punto di riferimento emotivo, affettivo e sentimentale dei loro figli. Ci sono intere frotte di giovani dai 14 ai 30 anni completamente privi di alfabetizzazione emotiva, allevati a pane, computer e social network, che incapaci di provare qualunque empatia picchiano l’insegnante pensando di essere in un videogioco. Non siamo di fronte a un atto di forza, ma di estrema debolezza e fragilità: un episodio che conferma quella spia accesa ormai da tempo su generazioni allo sbando, terrorizzate dai sentimenti, dalla condivisione, dalla sofferenza, che diventa chiusura al mondo o, come in questo caso, reazione violenta. Anche in due ceffoni che un padre o una madre dovrebbero dare ai propri figli c’è sentimento. E invece niente”.

Siri allarga poi il tiro allo Stato e al suo esempio. “Mancano i genitori, manca lo Stato, manca il rispetto delle regole – sottolinea –. La prima tra tutte: il rispetto, per se stessi e per gli altri. Ma si sa: se non sei capace di rispettare te stesso, come puoi rispettare il prossimo? Questo vale anche per le Istituzioni. Finché avremo rappresentanti che si delegittimano, si insultano, si autosabotano, si invalidano e si cospargono il capo di cenere a ogni piè sospinto, quale esempio possiamo pretendere? Lo Stato è sempre di più una tigre di carta, e non basta l’urlo di una tigre di carta per diffondere il senso di responsabilità”.

Sulla sorte dei giovani coinvolti nell’aggressione, il deputato leghista prevede conseguenze formali ma le giudica insufficienti. “I ragazzi saranno sospesi sicuramente, avranno qualche conseguenza”, conclude, lasciando intendere che il vero provvedimento dovrebbe essere culturale prima che disciplinare.

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