Emilia Romagna

la nuova generazione di cittadini del mondo parte da Rimini


n un’epoca segnata da connessioni digitali istantanee ma spesso superficiali, esiste un modo di viaggiare che non cerca il panorama perfetto per un social network, ma la costruzione di una nuova identità. È questa la filosofia che, da settant’anni, anima Intercultura, l’associazione che trasforma il viaggio in un esercizio profondo di consapevolezza. 

Non si tratta solo di imparare una lingua straniera, ma di compiere quell’atto coraggioso che consiste nel fare spazio dentro di sé, rinunciando temporaneamente alle proprie certezze per accogliere modi di vivere e pensieri radicalmente diversi dai propri. Uscire dalla propria zona di comfort diventa così il primo passo per riempire una valigia invisibile, fatta di spirito critico, autonomia e una capacità di adattamento che oggi il mondo del lavoro e della scuola esigono con forza.

Settant’anni di ponti tra le culture

La missione di Intercultura affonda le radici nel 1955, anno in cui l’associazione iniziò a tessere una tela di relazioni internazionali che oggi abbraccia oltre sessanta Paesi. Da allora, generazioni di giovani hanno imparato che la pace non è un concetto astratto, ma il risultato di migliaia di incontri quotidiani tra persone diverse. Questa rete globale si manifesta concretamente nel percorso di quasi millecinquecento studenti italiani che quest’anno, dopo aver superato selezioni rigorose e settimane di trepidante attesa, si preparano a partire. Tra loro ci sono gli adolescenti riminesi, ragazzi tra i quindici e i diciassette anni che hanno scelto di mettersi in gioco, raccontando se stessi e i propri sogni per conquistare un posto in questo programma dall’alto potenziale formativo.

Il cuore pulsante di Rimini e i suoi ambasciatori

Il Centro Locale di Rimini, guidato dal presidente Stefano Ciappini, rappresenta un punto di riferimento fondamentale in questo panorama. Dal 2011, sono oltre duecento gli studenti partiti dal territorio riminese, e la cerimonia di quest’anno ha confermato l’entusiasmo di una comunità che crede nel valore dell’apertura internazionale. I vincitori del concorso 2026 porteranno un pezzo di Romagna in ogni angolo del globo: Elia, Alice e Constantino voleranno verso gli Stati Uniti e la Finlandia per un intero anno scolastico, mentre il Sudamerica accoglierà le speranze di Lorenzo, Luca e Giulia tra Argentina e Uruguay. Dalle foreste del Costarica dove approderà Gabriela, alle aule della Thailandia che ospiteranno Andrea, fino alle mete europee di Christian e Greta in Irlanda e Germania, ogni ragazzo diventerà un piccolo ambasciatore di dialogo. Anche il Canada, il Messico, il Brasile e l’Honduras vedranno arrivare giovani come Viola, Anita, Mery, Gregorio ed Eleonora, pronti a trasformare la distanza in vicinanza.

Un patto tra generazioni e territori

La cerimonia di consegna delle pergamene non è stata solo una celebrazione dei ragazzi, ma un momento di unione per l’intera provincia. I Sindaci e gli Assessori di San Clemente, San Giovanni in Marignano, Poggio Torriana, Rimini e Talamello hanno onorato con la loro presenza il coraggio di questi giovani, sottolineando come l’investimento sulla crescita personale sia un bene comune. Un legame con il territorio testimoniato anche dall’esperienza della professoressa Fabiola Perazzini del liceo Serpieri di Viserba, che ha vissuto ogni sfaccettatura del progetto: prima come famiglia ospitante, poi come docente per i ragazzi stranieri giunti nel riminese. È proprio in questa circolarità che risiede il segreto di Intercultura: un dare e ricevere che trasforma radicalmente chiunque ne venga a contatto.

L’emozione dell’incontro e l’abbraccio delle famiglie

Mentre i ragazzi italiani preparano i bagagli, un altro capitolo emozionante si è concluso sotto gli occhi della comunità. Ad applaudire i vincitori c’erano infatti sei studenti provenienti da Nuova Zelanda, Cile, Cina, Paraguay, Stati Uniti e Hong Kong, che hanno appena terminato i loro dieci mesi di vita in Italia. Il momento più toccante della giornata è stato il loro ringraziamento pubblico alle famiglie riminesi che li hanno accolti come figli. Attraverso lettere cariche di gratitudine, i ragazzi hanno raccontato la bellezza della scoperta quotidiana, celebrata anche da Nicoletta Farina, responsabile ospitalità del Centro Locale, che ha premiato le famiglie ospitanti. In questo scambio di sguardi tra chi parte e chi torna, tra chi accoglie e chi viene accolto, si legge il futuro di una società che non teme la diversità, ma la celebra come la sua più grande risorsa.


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