Docenti picchiati a Parma, “Il mio collega preso a cinghiate”. E’ bastato un rimprovero per far scattare la rabbia del branco

Arrivano altri particolari sulle vicende che hanno visto due docenti di Parma aggrediti da un gruppo di studenti, che, almeno secondo il raccolto comparso sulla GazzettadiParma, ha agito come un branco.
Il motivo dell’aggressione, secondo il racconto di uno dei due docenti che ha deciso di parlare, sarebbe partito da un gesto educativo da parte del docente stesso, aver ripreso uno studente per un calcio ad una lattina che ha colpito un auto in sosta. “Lo richiamo perché è una cosa senza senso, illogica, e soprattutto da maleducati“, dice alla Gazzetta.
Da qui la reazione dello studente “Tu chi c…. sei? La macchina è tua?“, da lì un botta e risposta che sfocia all’uscita di scuola con il ragazzo accompagnato da sette altri giovani. Da quel momento in poi a parlare sono le immagini del video. “I pugni rivolti a me – sottolinea – sono stati sferrati a vuoto [… ] ma il mio collega è stato preso a cinghiate per avermi difeso“.
Sull’aggressione ai due docenti di Parma sono intervenuti anche esponenti del governo e della maggioranza. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato della necessità che i responsabili comprendano la gravità del gesto e ne affrontino le conseguenze, richiamando il tema del rispetto verso gli insegnanti e le istituzioni scolastiche. Più dura la posizione del deputato di FN Rossano Sasso, che ha invocato pene severe e persino il carcere come strumento educativo, sostenendo che “l’integrazione si fa anche dietro le sbarre”.
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