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Herzog: «Non permetteremo abbrutimento nostra società». Ben Gvir: indegno di essere presidente

«Un terribile processo di abbrutimento si sta insinuando ai margini della società israeliana. È un processo lento e preoccupante, che minaccia di entrare a far parte integrante della società israeliana, e non lo permetteremo». Lo ha affermato il presidente israeliano Itzhak Herzog durante la cerimonia per la consegna del ’Premio per l’unità di Gerusalemme 2026’. «Ci sono frange della nostra società che hanno normalizzato la violenza e, purtroppo, ci sono coloro che la celebrano e se ne vantano», ha aggiunto Herzog riferendosi alla «terribile ondata di violenza perpetrata da bande senza legge» in Cisgiordania e ad atti di profanazione di simboli cristiani e musulmani, nonché ad «atti brutali perpetrati da una manciata di persone che pensano che i detenuti, gli interrogati o i sospettati non abbiano alcun diritto umano».

«Vanno tracciate delle linee rosse: è vietato maltrattare i detenuti, per quanto spregevoli possano essere. È vietato farsi giustizia da soli. È vietato nuocere alle persone di altre fedi e ai loro simboli. E non possiamo tollerare questa brutalità che sta emergendo dai margini della nostra società e che minaccia tutti noi», ha concluso Herzog.

A stretto giro la risposta di Itamar Ben Gvir: «Un presidente di un Paese che definisce animali centinaia di migliaia di cittadini dello Stato di Israele non è degno di essere presidente. Punto», ha scritto su X il ministro della Sicurezza Nazionale.

Il post su X del X ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir (traduzione automatica di X, ndr)

Idf respinge accuse abusi su attivisti Flotilla

Intanto, le forze armate israeliane respingono le accuse di abusi commessi dai soldati nei confronti degli attivisti della Flotilla «durante -le operazioni a protezione del blocco navale di sicurezza, istituito legalmente». «Gli ordini delle Idf prevedono un trattamento rispettoso e appropriato per i membri delle flottiglie a bordo delle imbarcazioni intercettate, esistono procedure chiare e consolidate. Non siamo a conoscenza di episodi specifici di violazione di tali procedure vincolanti all’interno delle Idf. Qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata a fondo». Lo afferma l’unità del portavoce dell’Idf, spiegando che al porto di Ashdod gli attivisti erano sorvegliati dal personale del Servizio Penitenziario e dalla polizia.


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