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A Milano niente volata, vince il norvegese Lavik. Protesta del gruppo, neutralizzato l’ultimo giro


MILANO – Lavik, Maestri, Bais, Marcellusi. Sono stati loro a giocarsi la volata di Milano: quattro fuggitivi del mattino arrivati in Corso Venezia a un manciata di secondi dal gruppo. Successo per il norvegese Lavik davanti a Maestri e Marcellusi che, per primo, capisce di aver divorato un’occasione colossale. Così resta ancora a secco Jonathan Milan, nemmeno arrivato a giocarsi la tappa. Magnier quinto torna in maglia ciclamino. Ma c’è stato un colpo di scena nel finale: Vingegaard ha chiesto in prima persona alla giuria di neutralizzare l’ultimo giro del percorso, ritenuto troppo pericoloso. Un dejà-vù: la stessa scena in occasione dell’ultima tappa in linea milanese del Giro, nel 2009. Dopo qualche minuto di incertezza, la giuria decide di prendere i tempi ai -16, sul penultimo passaggio dalla linea del traguardo.

La cronaca

I quattro attaccano nelle primissime battute della tappa e vanno di comune accordo fino al traguardo. Il gruppo sottovaluta, il circuito cittadino all’interno di Milano aiuta i fuggitivi con le sue curve e le sue difficoltà planimetriche. La giuria decide di neutralizzare i tempi ai -16, sul penultimo passaggio dalla linea del traguardo. Così si arriva alla mini volata a quattro: Lavik la lancia lunghissima e batte Maestri e Marcellusi. Bais leggermente più staccato. Nessuna novità in classifica generale, con Vingegaard sempre in maglia rosa alla vigilia dell’ultimo giorno di riposo.




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