Umbria

Perugia riscopre la sua storia: piano di valorizzazione per l’Archivio della memoria condivisa

Trasformare l’archivio digitale da semplice deposito documentale a centro dinamico di partecipazione cittadina. È questo in sintesi l’obiettivo della delibera con la quale, nei giorni scorsi, la giunta comunale di Perugia ha dato l’ok al progetto per la «rivitalizzazione e la valorizzazione» dell’Archivio della memoria condivisa di Perugia. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle iniziative collegate alla candidatura del capoluogo umbro a Capitale italiana del libro 2026; titolo vinto da Pistoia e che Perugia punta ora a ottenere per il 2028. L’operazione di rilancio, che si svilupperà da questo mese fino a febbraio 2027, prevede uno stanziamento massimo di 11mila euro a valere sull’appalto di gestione dei servizi museali. 

Cos’è L’Archivio della memoria condivisa è nato a Perugia 15 anni fa dall’esperienza della mostra temporanea, dedicata agli anni dal 1944 al 1970, intitolata «La memoria nei cassetti», diventando poi una struttura permanente a fine 2012. L’Archivio ha l’obiettivo di raccogliere, digitalizzare e catalogare il patrimonio storico visivo e privato dei cittadini, restituendo gli originali ai proprietari dopo la scansione. Con questo nuovo intervento l’amministrazione punta a superare i limiti dell’attuale piattaforma informatica, allineando i cataloghi agli standard del Servizio bibliotecario nazionale e avviando nuove campagne di raccolta ed eventi sul territorio.

Digitalizzazione Le attività di digitalizzazione e catalogazione saranno potenziate attraverso il trasferimento dei dati sui server del Comune, così da poter ospitare circa tremila immagini ad alta risoluzione. Il restyling dell’interfaccia web sarà curato dall’Istituto italiano di design per migliorare l’accessibilità dei servizi digitali. 

Tra i ‘70 e i 2000 Il progetto si concentrerà in particolare sulla storia cittadina compresa tra gli anni Settanta e il Duemila, focalizzandosi su due temi principali. Il primo riguarda le trasformazioni fisiche e sociali delle periferie e delle frazioni, tra cui Ponte San Giovanni, Ferro di Cavallo, Madonna Alta, Ponte Felcino e Castel del Piano. Il secondo approfondirà la vita musicale e la rete dei locali da spettacolo del territorio. Per raccogliere nuovi materiali fotografici sarà utilizzato anche il Bibliobus, la biblioteca itinerante del Comune, che affiancherà la sede centrale di Palazzo della Penna e le biblioteche comunali come punto di raccolta nei quartieri. I materiali prestati dai cittadini saranno digitalizzati e restituiti entro trenta giorni.

Voci di Perugia Tra l’autunno e l’inverno di quest’anno verranno attivati laboratori di scrittura e produzione di contenuti audio e podcast, rivolti a studenti delle scuole superiori e adulti, per produrre narrazioni collegate alle immagini d’archivio. Il progetto prevede inoltre una mostra temporanea intitolata «Periferie e note», in programma tra settembre e ottobre, e l’installazione in dieci punti della città di appositi codici QR georeferenziati che permetteranno ai passanti di visualizzare sui propri dispositivi mobili le fotografie storiche del luogo in cui si trovano. Il percorso si concluderà a febbraio 2027 con la pubblicazione e la distribuzione del volume collettivo «Voci di Perugia», che raccoglierà i testi elaborati nei laboratori e la mappa dei punti storici digitalizzati.

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