Cavalieri, sindaci e organizzatori uniti per la tutela delle manifestazioni equestri tradizionali sarde
Tramatza
A Tramatza un convegno alla presenza di studiosi e avvocati sulle difficoltà nate dal Decreto Abodi
Riconoscere e tutelare le manifestazioni equestri sarde come parte fondamentale dell’identità culturale dell’Isola, garantendo sicurezza e rispetto delle tradizioni senza creare danno agli organizzatori. È il messaggio lanciato a Tramatza dai partecipanti al convegno “Tutela de Sas Balentias a Kadhu in Sardigna”, svoltosi il 22 maggio a Tramatza con la partecipazione di studiosi, avvocati, amministratori, cavalieri e organizzatori degli eventi tradizionali.
Il tema centrale dell’incontro sono state la difesa e valorizzazione delle manifestazioni equestri della Sardegna come patrimonio culturale identitario, dopo l’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Abodi, che prevede delle norme di sicurezza più stringenti rispetto al passato.
A presentare il convegno nelle vesti di moderatore è stato Gian Pasquale Piras, non solo promotore dell’evento, ma anche parigliante, che ha sottolineato e spiegato le criticità sull’attuazione del decreto Abodi nell’ambito delle manifestazioni equestri sarde e la tutela del benessere animale.
Ad aprire i lavori l’archeologo Nicola Dessi che ha ricordato le antiche radici della cultura equestre sarda, richiamando anche importanti testimonianze archeologiche.
L’antropologo Sebastiano Mannia ha sottolineato come ogni manifestazione possieda caratteristiche proprie legate al territorio e alla comunità che la custodisce. Ha inoltre evidenziato l’importanza di tutelare le tradizioni.
Ospiti al Convegno anche: la sindaca di Cossoine, Sabrina Sassu, che ha raccontato le difficoltà burocratiche affrontate nell’organizzazione dell’Ardia di San Sebastiano, ribadendo la necessità di norme più adatte alle manifestazioni tradizionali.
Sulla stessa linea il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, che ha ricordato gli anni di tensione con le autorità competenti e l’impatto dei decreti nazionali sulle corse equestri. Entrambi esempio di rivolta in difesa del proprio paese.
Durante il dibattito, Salvatore Mario Gaias, avvocato e ricercatore di “Diritto Pubblico comparato”, ha definito il convegno un “presidio culturale”, invitando le comunità sarde a difendere i propri diritti attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto regionale.
L’avvocato Puddu ha invece evidenziato come molte manifestazioni identitarie vengano ancora trattate come semplici eventi di intrattenimento citando le sanzioni adottate in base alle ipotesi di violazione.
Diversi gli interessanti interventi dal pubblico presente. In chiusura Piras ha invitato gli organizzatori di “Sa Loriga” Giulio Pisano e Antonio Dore, referente delle pariglie inserite nel programma della Cavalcata Sarda, a raccontare le difficoltà nella gestione di una manifestazione.
Domenica, 24 maggio 2026
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